Il governo federale della Somalia, le Nazioni Unite e i partner per lo sviluppo hanno dato il via al Jowhar Offstream Storage Programme (Josp) e ai lavori di ripristino della diga di Sabuun, un'infrastruttura che punta a rafforzare la sicurezza idrica, la produttività agricola e la resilienza climatica del Paese. La cerimonia si è svolta a Jowhar, nello Stato di Hirshabelle, con la partecipazione delle autorità somale e dei rappresentanti della comunità internazionale, tra cui l'Italia.
L'ambasciata d'Italia a Mogadiscio ha reso noto che l'evento ha segnato l'avvio operativo del programma, guidato dal governo somalo, e in particolare degli interventi sulla diga di Sabuun. L'infrastruttura, una volta ripristinata, contribuirà a migliorare i servizi di irrigazione e a rafforzare la capacità di adattamento delle comunità del bacino del fiume Shabelle, sostenendo la produzione agricola, la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza sostenibili.
Alla cerimonia hanno preso parte il ministro dell'Agricoltura e dell'Irrigazione, il ministro dell'Energia e delle Risorse idriche, il presidente dello Stato di Hirshabelle e il vice primo ministro del governo federale della Somalia. Per l'Italia erano presenti l'ambasciatore a Mogadiscio, Pier Mario Daccò Coppi, e il titolare dell'Ufficio Aics di Nairobi, insieme al coordinatore residente delle Nazioni Unite per la Somalia e al rappresentante della Fao nel Paese.
La diga di Sabuun è una componente centrale del Josp, un investimento che rientra nelle priorità del Piano di trasformazione nazionale (Ntp) 2025-2029 e mira a rafforzare la gestione delle risorse idriche nel bacino dello Shabelle. Il ripristino dell'infrastruttura dovrebbe garantire un accesso più affidabile all'acqua per l'irrigazione alle comunità agricole dello Shabelle medio e inferiore.
L'impegno italiano è stato sottolineato da tutti gli intervenuti e riflette il sostegno di lunga data della Cooperazione italiana, in collaborazione con la Fao, alla gestione delle risorse idriche e del territorio e all'adattamento ai cambiamenti climatici in Somalia. Tra le iniziative principali figura il programma Somalia Water and Land Information Management (Swalim), attivo da circa vent'anni, che fornisce alle istituzioni somale dati e strumenti per la gestione delle risorse idriche e territoriali e per il monitoraggio e l'allerta precoce di siccità e alluvioni.
Tra il 2020 e il 2025 l'Italia ha inoltre sostenuto il progetto Prevenzione delle inondazioni e rafforzamento della resilienza nell'alto Shabelle (Hrrap), che ha migliorato la protezione dalle inondazioni a beneficio di circa 400.000 persone. È tuttora in corso il progetto Strengthening Climate and Water Integrated Management (Scwimm), volto a migliorare la gestione integrata del sottobacino del Qardho e la protezione dalle inondazioni, sostenendo il graduale trasferimento delle competenze e dei dati di Swalim alle istituzioni somale.
«Il Jowhar Offstream Storage Programme è un esempio eccellente di ciò che si può realizzare attraverso una forte partnership e un'azione coordinata sotto la guida delle autorità somale», ha dichiarato l'ambasciatore Daccò Coppi. «Insieme, stiamo investendo in infrastrutture idriche resilienti e sostenibili che rafforzeranno la sicurezza idrica, miglioreranno la produttività agricola e contribuiranno a rendere le comunità del bacino dello Shabelle più resilienti».
L'ambasciatore ha inoltre ricordato il contributo dell'Italia al Josp, integrato da un intervento umanitario rivolto agli sfollati interni vulnerabili e alle comunità ospitanti a Jowhar e in altre aree, con particolare attenzione alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità della Somalia di gestire le proprie risorse idriche, accrescere la resilienza delle comunità rurali e sostenere lo sviluppo agricolo sostenibile e la prosperità a lungo termine.
