Si allontana la svolta diplomatica tra Iran e Stati Uniti. Gli sforzi dei mediatori del Qatar hanno prodotto scarsi progressi questa settimana, con nessuna delle due parti disposta a cedere. Lo riferisce Axios, citando tre fonti a conoscenza dei colloqui. Lo stallo rafforza su entrambi i fronti la convinzione che una ripresa del conflitto militare stia diventando più probabile.
Secondo il sito, funzionari statunitensi ritengono che il presidente Donald Trump potrebbe ordinare il ritorno a operazioni di combattimento su larga scala dopo le elezioni di metà mandato. Il quadro è quello di un gelo profondo: l'Iran non farà concessioni finché Washington non accetterà di tornare al memorandum d'intesa, mentre gli Stati Uniti ritengono di stare vincendo e non vedono quindi la necessità di cedere. È quanto riferisce Axios, citando rispettivamente una fonte informata sulla posizione iraniana e un funzionario americano.
Proseguono intanto le discussioni su una proposta di compromesso presentata dal Qatar, che punta alla revoca del blocco navale statunitense contro l'Iran e prevede concessioni di Teheran sul programma nucleare. Secondo Axios, il presidente Donald Trump è disposto ad alleggerire le sanzioni in cambio di passi concreti iraniani sul nucleare, tuttavia gli iraniani pongono, secondo i funzionari statunitensi, condizioni che vengono ritenute irricevibili. Gli sforzi dei mediatori qatarioti hanno prodotto scarsi progressi.
Intanto il presidente degli Stati Uniti non accenna ad abbassare i toni. Nelle scorse ore Trump ha detto che gli iraniani «si stanno comportando molto male». «Non so se si arrenderanno, ma si stanno comportando molto male», ha aggiunto, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Sul fronte delle sanzioni, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha annunciato nuove misure: «Abbiamo imposto sanzioni a 10 individui ed entità collegati all'acquisto di armi e relativi componenti per il Ministero della Difesa iraniano. Continueremo a prendere di mira e a contrastare le entità che forniscono supporto materiale, tecnico e finanziario al regime iraniano. Non tollereremo alcun sostegno al regime e continueremo a identificare, smascherare e isolare coloro che appoggiano l'Iran».
Dal canto suo Teheran ribatte e rilancia. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha attaccato gli Stati Uniti e Israele, affermando che «non possono soggiogare il popolo iraniano con la guerra e con mezzi militari». Pezeshkian ha aggiunto: «Sventeremo tutti i complotti dei nemici. Possiamo risolvere i nostri problemi».
Il quadro che emerge è quello di una trattativa bloccata, con posizioni distanti e nessun segnale di apertura. La mediazione del Qatar, finora, non è riuscita a produrre quel compromesso che pure era stato messo sul tavolo. E mentre la diplomazia resta in stallo, cresce il rischio che la guerra torni a parlare.
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