Gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di dotarsi di armi nucleari e sono pronti a scegliere tra un accordo e l'annientamento della Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump nel suo intervento all'81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, dove ha anche respinto qualsiasi piano globale per il controllo dell'intelligenza artificiale, che ha annunciato verrà ufficialmente ribattezzata «superintelligenza».
«Per 51 anni il fanatico regime iraniano ha governato attraverso spargimenti di sangue e massacri, seminando morte, carneficina e caos in tutto il Medio Oriente e oltre; agivano da bulli in Medio Oriente, ma non lo sono più», ha detto Trump. Il presidente ha ricordato di aver avviato negoziati con Teheran offrendo piena cooperazione economica in cambio della cessazione del programma nucleare e del sostegno al terrorismo, proposta che secondo la sua ricostruzione è stata rifiutata categoricamente. «È stato un grave errore», ha aggiunto, rivendicando poi l'operazione militare «Midnight Hammer», con cui le forze armate statunitensi hanno annientato il programma nucleare iraniano, seppellendolo sotto montagne di macerie.
Trump ha quindi posto una scelta netta: concludere un accordo che permetta a Teheran di ricostruire e diventare una nazione importante nella regione, oppure annientare la Repubblica islamica «e farlo in fretta, senza mai dare loro la possibilità di uccidere e distruggere ancora persone e Paesi». Secondo il presidente americano, l'intesa arriverà subito dopo le elezioni di metà mandato, perché l'Iran starebbe aspettando di vedere come andrà il voto. «Ciò che non capiscono è che io non mi candido. L'ho già fatto e ho vinto in modo schiacciante», ha precisato, spiegando che resterà in carica per altri due anni e mezzo e che sarà il Partito Repubblicano a correre alle elezioni, con il suo sostegno.
Sul conflitto in Ucraina, Trump ha assicurato che Washington sta lavorando «a stretto contatto» con i leader di Mosca e Kiev per fermare la guerra. «Ci riusciremo. Accadrà, credo, più rapidamente di quanto la gente pensi», ha detto, stimando che ogni mese muoiano 25 mila giovani, soprattutto soldati dei due schieramenti. «È tempo di fermare le uccisioni», ha insistito, ricordando di aver firmato una nuova legge che gli attribuisce ampi poteri in materia di dazi e avvertendo che, «se necessario», è pronto a usarli per favorire la conclusione del conflitto.
Nel suo discorso, il presidente ha anche attaccato Cuba, definendola uno Stato fallito che sta collassando e che «crollerà». La delegazione cubana all'Onu ha lasciato l'aula in segno di protesta mentre Trump parlava. Il presidente ha poi rivendicato i risultati interni, sostenendo che la criminalità a Washington è diminuita dell'87 per cento e che la città è tornata a essere meta di turismo, con ristoranti pieni e cittadini orgogliosi della capitale.
Trump ha infine rivendicato la forza degli Stati Uniti: «Posso riferirvi con orgoglio che l'America è tornata e che oggi il nostro Paese è più forte che mai. La nostra economia è l'invidia del mondo. Le nostre forze armate sono le più potenti della Terra. La nostra tecnologia non è seconda a nessuno e siamo leader praticamente in ogni campo». Sul fronte tecnologico, ha respinto «categoricamente qualsiasi tentativo di costruire un piano globalista per controllare l'intelligenza artificiale», annunciando che d'ora in poi sarà ufficialmente chiamata «superintelligenza».
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