Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che Ucraina e Russia hanno accettato di sospendere gli attacchi reciproci contro gli obiettivi energetici. La comunicazione è arrivata attraverso un messaggio pubblicato sui social network, in cui il capo della Casa Bianca ha spiegato che l'aumento del prezzo del diesel a livello mondiale è dovuto principalmente al conflitto tra Mosca e Kiev e non alle tensioni con l'Iran.

Secondo quanto reso noto, l'Ucraina si sarebbe impegnata a non colpire gli impianti energetici russi e la Russia avrebbe accettato di fare altrettanto. L'annuncio segue di poche ore la richiesta rivolta direttamente dal presidente americano al leader ucraino Volodymyr Zelensky. Trump aveva spiegato che il problema principale risiede nel fatto che una grande quantità di gasolio proviene dalla Russia e che le difficoltà nelle esportazioni stanno facendo salire i prezzi, con ripercussioni negative a livello globale.

La sospensione degli attacchi alle raffinerie rappresenta un tentativo di allentare la pressione sui mercati energetici internazionali. Tuttavia, la situazione sul terreno resta complessa. Il Cremlino, per bocca del portavoce Dmitri Peskov, ha dichiarato che l'esercito russo continuerà a svolgere le proprie missioni su tutto il territorio ucraino, rispondendo alle accuse di un attacco con droni avvenuto vicino al confine con la Polonia.

Proprio l'episodio vicino al confine polacco-ucraino ha innalzato la tensione tra Mosca e l'Unione europea. Bruxelles ha interpretato il raid come un tentativo di intimidire l'Occidente. L'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, intervenendo all'European Arctic Summit a Rovaniemi, in Finlandia, ha sottolineato la necessità di dimostrare sostegno all'Ucraina senza lasciarsi intimidire, avvertendo che il contrario significherebbe concedere a Vladimir Putin esattamente ciò che vuole.

Anche la Nato è intervenuta condannando gli attacchi definiti sconsiderati e pericolosi. Il segretario generale Mark Rutte ha affermato che tali azioni dimostrano quanto Putin sia diventato disperato. La posizione dell'alleanza atlantica si aggiunge a quella europea, delineando un fronte compatto contro le azioni militari russe, nonostante l'annuncio di una possibile tregua sugli obiettivi energetici.

Nel frattempo, continuano a emergere dettagli sugli attacchi russi nel fine settimana. Mosca ha preso di mira le fabbriche di acciaio in Ucraina. Due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite in un attacco con missili balistici contro lo stabilimento ArcelorMittal di Kryvyi Rih, il secondo subito dall'impianto da agosto. L'azienda ha reso noto che il complesso di produzione siderurgica è stato colpito e che squadre specializzate stanno valutando l'entità dei danni e gli interventi necessari per riprendere le attività. ArcelorMittal ha precisato che è prematuro fornire stime attendibili sui tempi di riparazione.

A metà agosto, un altro attacco missilistico russo contro lo stesso stabilimento aveva causato la morte di altre due persone. La produzione primaria di acciaio era stata sospesa per consentire le riparazioni, mentre le altre strutture dell'impianto sono ferme o operano a livelli minimi. L'azienda ha dichiarato che la sua priorità è sostenere le famiglie e gli amici delle vittime e assistere i dipendenti colpiti.

L'annuncio di Trump sulla sospensione dei raid sulle raffinerie arriva dunque in un quadro di guerra ancora aperto, in cui le operazioni militari proseguono su vasta scala e le tensioni diplomatiche restano elevate. Resta da verificare se l'intesa annunciata si tradurrà in un'effettiva riduzione degli attacchi o se rimarrà una dichiarazione di intenti senza seguito operativo.

Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.