Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito «molto buono» il rapporto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aggiungendo che la premier italiana «mi è sempre piaciuta». La dichiarazione è arrivata alla Casa Bianca, durante un incontro con i giornalisti prima della partenza per l'Alabama, dove Trump era atteso per un comizio elettorale. A porre la domanda sulle relazioni tra Italia e Stati Uniti era stato un giornalista italiano.
Le parole del presidente americano arrivano dopo mesi di frizioni diplomatiche tra Roma e Washington, in un contesto internazionale segnato da dossier economici e di sicurezza. Secondo quanto ricostruito, i rapporti tra i due leader hanno attraversato fasi diverse, alternando elogi pubblici a momenti di maggiore distanza. L'uscita di Trump viene letta come un segnale di distensione verso la premier, in un momento in cui l'Italia resta un interlocutore rilevante per gli Stati Uniti in Europa.
Trump ha parlato con i giornalisti mentre si apprestava a raggiungere l'Alabama, tappa di un tour che lo ha già portato in Texas e Oklahoma e che domani lo condurrà in Ohio. L'obiettivo dichiarato è sostenere i candidati locali in vista delle elezioni di novembre per il rinnovo del Congresso. Il presidente ha spiegato di voler presidiare personalmente il territorio: «Stiamo facendo molti progressi. Quando mi muovo, vinciamo. Se non vado, non otterremo risultati altrettanto buoni», ha detto, mostrandosi ottimista sui risultati elettorali.
Sul fronte internazionale, sollecitato dai giornalisti su quale sarà la sua prossima mossa nei confronti dell'Iran, Trump ha scelto di non entrare nel dettaglio: «Se ve lo dicessi, avreste una notizia clamorosa, giusto? Ma vedrete, sta andando molto bene. L'Iran non se la passa bene», ha affermato. Una risposta che conferma la linea di pressione mantenuta dall'amministrazione americana, senza però indicare tempi o modalità di eventuali nuove iniziative.
Nel corso dell'incontro con la stampa, il presidente ha poi criticato la nomina della procuratrice generale dello Stato di New York, la democratica Letitia James, a procuratrice speciale incaricata di indagare sul caso di presunto stupro di gruppo ai danni di una studentessa avvenuto nel 2024 alla Cornell University. La governatrice Kathy Hochul ha affidato a James il fascicolo. Secondo Trump, con lei in quel ruolo «non sarà garantito un trattamento equo». James in passato ha condotto indagini proprio su Trump e lo ha citato in giudizio, e i due si sono scontrati più volte pubblicamente.
Il presidente ha inoltre ripristinato l'anno scorso una serie di misure, già adottate nel 2020, che rendono più difficile per le presunte vittime denunciare e far perseguire i casi di violenza sessuale nei campus universitari. La decisione si intreccia con il dibattito sulla gestione dei casi di violenza negli atenei americani, tema tornato di attualità dopo la vicenda della Cornell University.
Per l'Italia, l'apertura di Trump verso Meloni assume un valore politico in una fase in cui il governo segue con attenzione i rapporti con Washington, sia sul piano commerciale sia su quello della sicurezza. Le dichiarazioni del presidente americano non contengono riferimenti a dossier specifici, ma il riconoscimento del «rapporto molto buono» con la premier viene letto come un elemento di continuità nel canale di dialogo tra i due esecutivi.
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