Alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha tenuto un discorso al "Reflecting Pool" di Washington, lo specchio d'acqua la cui disastrosa ristrutturazione è diventata il simbolo del suo secondo mandato, per mobilitare il proprio partito contro una prevista vittoria dei Democratici. «È l'ultimo giorno prima delle elezioni di metà mandato, le più importanti, credo, della nostra vita», ha detto l'ottantenne presidente.
Nel suo intervento, durato 26 minuti, Trump si è soffermato soprattutto sul progetto di restauro dei monumenti della capitale, più che su temi come l'inflazione, la guerra in Iran o altre questioni che pesano sugli elettori. Il discorso è stato descritto da diverse testate come confuso e poco centrato sulle preoccupazioni economiche e internazionali. Il presidente ha inoltre minacciato l'uso del veto: «Credo che andrà benissimo; ma se non dovessimo vincere, porrò il veto su tutto». E ha aggiunto: «Continuerò a mettere veti, uno dopo l'altro. Poi, strada facendo, si farà avanti qualcuno e probabilmente riusciremo a trovare degli accordi».
Il voto di metà mandato rinnova l'intera Camera dei rappresentanti e una parte del Senato. Conquistare anche solo la Camera darebbe ai Democratici il potere decisionale sul bilancio federale e il controllo di commissioni in grado di indagare su presunti casi di corruzione durante l'amministrazione Trump, sui documenti relativi al caso Epstein e su altre questioni sensibili. Un Senato a maggioranza democratica potrebbe inoltre bloccare le nomine a vita effettuate da Trump nel sistema giudiziario, inclusa la Corte Suprema.
Secondo i media americani e italiani, il voto è letto come un referendum sull'operato del presidente, con la guerra con l'Iran e il caro benzina tra i temi che pesano maggiormente sugli elettori. Trump ha però rassicurato su un possibile accordo con Teheran, sostenendo che i prezzi del petrolio stanno crollando e che l'Iran vuole una soluzione. Nell'ultimo sondaggio prima del voto, lo scenario era descritto come difficile per il presidente.
Sul fronte dell'affluenza, le cronache indicano che si punta a un livello vicino al record. Anche l'elettorato religioso è al centro dell'attenzione: una parte dei cristiani progressisti tenta di contendere ai Repubblicani un bacino tradizionalmente loro, mentre i Democratici cercano di incrinare il legame tra fede e destra. Trump, nonostante le difficoltà, ha continuato a rivendicare risultati, affermando di aver fatto «cose incredibili». Il responso delle urne dirà se il voto confermerà la maggioranza repubblicana o segnerà un cambio di equilibri a Washington.
3
