Il petrolio è sceso con decisione dopo la notizia che la guida suprema iraniana Ali Khamenei avrebbe approvato l'avvio di trattative con gli Stati Uniti. Secondo le informazioni riportate dalla fonte di riferimento, il greggio ha perso più del 6 per cento, mentre il gas naturale ha ceduto circa l'8,5 per cento. La reazione dei mercati è stata immediata e riflette la speranza che un canale diplomatico possa ridurre le tensioni legate al conflitto in corso nella regione.

Sul fronte azionario, Piazza Affari ha chiuso in rialzo di circa lo 0,5 per cento, in linea con il resto del Vecchio Continente, dove le borse hanno ridimensionato il movimento al rialzo di inizio seduta. Il calo delle quotazioni energetiche ha alleggerito le pressioni sui costi di produzione e sulle bollette, un elemento che gli operatori seguono con attenzione quando la geopolitica incide sui prezzi delle materie prime. Le agenzie economiche hanno inoltre registrato un calo delle quotazioni del gas e del greggio anche sulle piazze europee nelle prime ore di contrattazione.

Nelle stesse ore il quadro del mercato petrolifero è rimasto fluido. Le agenzie economiche hanno riferito che il Brent, il principale riferimento europeo, è sceso fino a circa 110 dollari al barile, in calo di circa il 6 per cento, sulle speranze legate ai colloqui tra Washington e Teheran. Una analisi di Yahoo Finanza ha segnalato che Goldman Sachs ha aggiunto il 17 per cento alla propria previsione sul Brent, interrogandosi se si tratti davvero di un segnale rialzista. Il movimento di giornata, dunque, si inserisce in un quadro in cui gli osservatori non escludono una ripresa dei prezzi.

Il calo dei prezzi va letto nel contesto di un conflitto che da mesi condiziona le forniture energetiche e le rotte del Golfo. Ogni segnale di apertura diplomatica tende a pesare immediatamente sui future, perché il mercato sconta la possibilità di una minore interruzione dell'offerta. Restano però incertezze sull'esito dei negoziati, e le quotazioni potrebbero tornare a salire in caso di nuove tensioni o di un fallimento del dialogo. La volatilità delle ultime settimane mostra quanto la domanda di greggio sia sensibile alle notizie provenienti dall'area.

Per i consumatori italiani, l'andamento del prezzo del petrolio e del gas si riflette con un ritardo sui carburanti alla pompa e sulle tariffe energetiche. Al momento non sono disponibili indicazioni ufficiali su variazioni immediate dei listini al dettaglio, che dipenderanno dalla durata del ribasso e dall'evoluzione della crisi. Gli operatori del settore indicano che un calo sostenuto dei future si trasmette solo in parte e con tempi variabili ai prezzi finali.

1Visualizzazioni

Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.