Nel terzo anniversario dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, Palazzo Chigi ha diffuso una nota in cui rinnova la vicinanza dell'Italia alle vittime e ai loro familiari, condanna senza ambiguità il massacro e indica la via della pace fondata sulla coesistenza di due Stati. Il governo italiano parla di «sicurezza per gli israeliani» e di «un futuro di libertà e dignità» per i palestinesi, sottolineando che la spirale di violenza in corso deve essere interrotta.

La nota ricorda che tre anni fa gli attacchi terroristici di Hamas «massacravano uomini, donne e bambini, aggredivano giovani riuniti per ascoltare musica, strappavano persone innocenti alle loro famiglie per trascinarle nella prigionia». Palazzo Chigi sottolinea che il tempo trascorso non attenua la gravità di quei crimini e che nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti. Ricordare quella barbarie significa, per l'esecutivo, rinnovare l'impegno contro ogni forma di antisemitismo.

Nello stesso testo, il governo italiano non trascura le conseguenze del conflitto sulla popolazione civile. Palazzo Chigi afferma che non si può restare indifferenti davanti alle «drammatiche e inaccettabili sofferenze degli abitanti di Gaza» e alla violenza crescente di cui sono vittime i civili palestinesi in Cisgiordania. Da qui l'appello a interrompere la spirale di violenza e l'impegno italiano per una pace che garantisca sicurezza a Israele e un futuro di libertà e dignità ai palestinesi, nella prospettiva di due Stati che vivano l'uno accanto all'altro all'interno di confini riconosciuti, in un futuro in cui il terrorismo non abbia spazio e nessun bambino debba crescere nella paura e nell'odio.

L'anniversario cade in una giornata di commemorazioni in Israele e nel mondo. Secondo quanto ricostruito dalle autorità israeliane, l'attacco del 7 ottobre 2023 causò la morte di circa 1.300 persone e il rapimento di 250, il giorno più sanguinoso nella storia del Paese. Le cerimonie sono iniziate alle 6,29 del mattino, l'ora locale in cui partì l'offensiva, con una prima commemorazione al Kibbutz Re'im, sede del festival musicale Nova, dove i terroristi uccisero 378 persone e ne presero in ostaggio 44, portandole a Gaza.

Nel corso della giornata si sono svolti eventi in tutto il Paese. A Tel Aviv la cerimonia principale, organizzata dai sopravvissuti e dai familiari delle vittime con la curatela dell'organizzazione Kumu, è prevista alle 21,15 al Parco Yarkon. Alcuni comuni hanno esposto le bandiere a mezz'asta. Il «Consiglio di Ottobre», il gruppo che rappresenta i sopravvissuti e i familiari delle vittime, ha promosso un minuto di silenzio a livello nazionale; davanti alla Knesset i partecipanti tenevano cartelli con le foto degli ostaggi uccisi e bandiere israeliane. Anche le comunità ebraiche nel mondo hanno organizzato momenti di commemorazione, mentre gruppi anti-Israele hanno indetto proteste e manifestazioni.

Sul terreno, la giornata è stata segnata da nuovi attacchi israeliani a Gaza. Le autorità palestinesi hanno riferito di due vittime; l'ospedale Al-Shifa di Gaza City ha segnalato la morte di due persone in seguito a un attacco avvenuto durante la notte. La protezione civile di Gaza ha identificato una delle vittime come Mohamed Tamous, volontario dell'agenzia attiva nei soccorsi d'emergenza. Dal luogo del festival musicale sono state udite forti esplosioni provenienti da oltre il confine, mentre all'alba i familiari si riunivano per ricordare gli oltre 300 israeliani uccisi tre anni prima. Secondo le autorità della Striscia, dall'ottobre 2023 le vittime palestinesi sarebbero circa 74mila.

La posizione espressa da Palazzo Chigi si colloca in questo quadro: da un lato la condanna del terrorismo e la solidarietà a Israele, dall'altro la preoccupazione per le sofferenze dei civili palestinesi e il sostegno alla soluzione dei due Stati. Un equilibrio che il governo italiano indica come la strada per una pace duratura, in una giornata in cui il ricordo delle vittime si intreccia con la cronaca di un conflitto ancora in corso.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.