Giuseppe Conte ha confermato di aver incontrato di recente Elly Schlein e di averle proposto un passo indietro collettivo dei leader di partito, incluso se stesso, per sottoporre all'elettorato del campo progressista una figura terza. La segretaria del Pd, secondo quanto riferito dal leader del Movimento 5 Stelle, ha però risposto che non esiste disponibilità per questa opzione. Conte ha reso nota la ricostruzione nel corso della trasmissione Coffee Break su La7, confermando l'indiscrezione circolata nei giorni scorsi su un colloquio riservato tra i due esponenti.
«Con Elly Schlein ci siamo visti anche altre volte, ma non nego il nostro recentissimo incontro», ha dichiarato l'ex presidente del Consiglio. «Per scrupolo ho voluto fare un ultimo tentativo per valutare se c'era disponibilità a consentire un passo indietro a tutti i leader di partito, me compreso ovviamente, per proporre all'accettazione dell'elettorato una terza figura. Non ho fatto nomi, perché Schlein mi ha detto che per lei non c'è questa disponibilità». L'invito, ha precisato Conte, è partito da lui: «Ho invitato io Schlein a valutare questa possibilità, visto che c'è una parte dell'elettorato del campo progressista che sembrerebbe preoccupato anche dai sondaggi di queste primarie, che però non devono spaventare perché è una partecipazione democratica».
Alla domanda se tra le figure terze potesse rientrare il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Conte ha risposto di non aver avanzato alcuna candidatura, proprio in ragione dell'indisponibilità manifestata dalla leader del Pd. Il leader pentastellato ha poi respinto l'ipotesi che, in caso di primarie e di una sua eventuale sconfitta, i militanti del M5s possano rifiutare di sostenere la segretaria dem. «Io sono orgoglioso di rappresentare una comunità politica che in ogni amministrazione locale non ha mai fatto questione per una poltrona in più», ha affermato. «Quindi, secondo lei può mai fare una comunità così seria, così responsabile storie per cui partecipa a delle primarie e se non vince il capo della propria comunità non appoggia il leader vincente? Questo non succederà mai».
Sul calendario, Conte ha valutato come abbastanza probabile un voto in primavera e ha indicato la priorità del programma rispetto alla competizione. «Dobbiamo assolutamente affrettarci a fare le primarie, ma prima dobbiamo fare il programma. Noi siamo pronti per confrontarci sul programma, quindi adesso aspettiamo le altre forze politiche», ha spiegato. La ricostruzione dell'incontro era stata anticipata da un quotidiano nazionale, che aveva descritto una sorta di intesa preliminare: attendere il pronunciamento della Corte costituzionale sulla nuova legge elettorale, che introduce l'indicazione del candidato premier, e solo dopo aprire il confronto su primarie di coalizione e programma.
La proposta di una figura terza si inserisce nel dibattito interno al campo progressista sulle modalità di selezione della leadership in vista delle prossime elezioni politiche. Conte ha ribadito la propria disponibilità al confronto programmatico, ma ha preso atto del no di Schlein all'ipotesi di un passo indietro dei leader. Il tema delle primarie resta quindi sul tavolo, con il Movimento 5 Stelle che si dichiara pronto a discuterne una volta definite le condizioni politiche e il perimetro della coalizione.
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