Il campo largo non convince tutti, nemmeno a sinistra. Ospite della trasmissione «L'aria che tira» su La7, il giornalista del Fatto Quotidiano Antonello Caporale ha lanciato un attacco durissimo all'opposizione, accusandola di non avere un programma e di fare tutto il possibile per perdere le elezioni. «Un elettore di sinistra perché dovrebbe votare costoro? Qual è il programma? Come vogliono cambiare l'Italia? Quali idee hanno? Nessuna, finora nessuna», ha detto in collegamento con lo studio, definendo «disperante» la condizione in cui avanza l'opposizione.
Il bersaglio principale delle critiche è la gestione delle primarie e il rapporto con l'elettorato. Caporale ha ricordato che Elly Schlein è segretaria del Partito Democratico e «ha il diritto di partecipare alle primarie», così come Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, può legittimamente candidarsi. «Avranno un altro candidato? Ditelo! Ma non mettete il partigiano, non fate finta», ha aggiunto, parlando di «negazione di un rapporto sincero con l'elettorato» e di «voglia della disaffezione». Secondo il giornalista, l'atteggiamento attuale del centrosinistra rischia di allontanare definitivamente chi vorrebbe votarlo: «Uno ti deve dire: sai che c'è? Vai a quel paese, non ti voto».
La requisitoria non risparmia la struttura stessa del Partito Democratico. «Il Partito Democratico è nato male e morirà male. È troppo largo, altroché stretto», ha affermato Caporale, che ha descritto un partito frammentato al suo interno: «Ci sono 10 persone che anche sulla pizza farebbero casino: chi la vuole rossa, chi la vuole bianca. Non hanno un comune sentire». Per il giornalista, un partito dovrebbe essere «colleganza e anche solidarietà», ma nel Pd «non si vede la solidarietà con la segretaria». La conclusione è netta: «Questo non è un partito. C'è una grande differenza di posizioni, di idee e anche di ispirazioni».
Le parole di Caporale arrivano in una fase delicata per il centrosinistra, alle prese con le trattative per la scelta del candidato unitario e con le tensioni tra i diversi partiti della coalizione. Le critiche del giornalista riflettono un malessere che attraversa parte dell'elettorato di sinistra, deluso da una leadership percepita come debole e da una strategia politica poco chiara in vista delle prossime scadenze elettorali.
Il dibattito sulle primarie e sul futuro dell'opposizione resta aperto, mentre i partiti del campo largo cercano di trovare una sintesi. Le dichiarazioni di Caporale, però, indicano che la strada verso una candidatura condivisa è ancora in salita e che il rischio di una nuova sconfitta elettorale è concreto se non si definiranno presto programma e leadership.
