I leader di Pd, M5s e Avs hanno deciso di affidare ai capigruppo alle Camere il lavoro preparatorio sul programma del centrosinistra. A guidare il tavolo saranno Chiara Braga e Francesco Boccia per il Pd, Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini per il M5s, Luana Zanella e Peppe De Cristoforo per Avs, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita per Italia Viva. Ai lavori partecipano anche i rappresentanti delle forze senza gruppi costituiti in Parlamento: Riccardo Magi per Più Europa, Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli per Più Uno e Marco Mistretta, responsabile del programma di Progetto Civico.
La scelta nasce, secondo quanto riportato, dal fatto che le proposte unitarie dell'opposizione sono nate proprio all'interno e tra i gruppi parlamentari. Tra queste la mozione dell'aprile 2025 sulla Palestina e la risoluzione sul Dpfp, con ventuno punti economici e sociali, presentata lo scorso mese. Il tavolo sarà allargato ad altri esponenti in base ai temi trattati. I leader entreranno direttamente in campo entro la fine di novembre, come emerso dalla call di venerdì tra Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.
Nell'attesa, i leader si ritroveranno giovedì 5 novembre sullo stesso palco all'Assemblea di programma «Il Futuro è adesso», insieme a Maria Elena Boschi, Riccardo Magi e al segretario della Cgil Maurizio Landini. Conte ha però espresso insofferenza per i tempi: «Abbiamo atteso anche troppo». Interpellato sul ritardo, ha attribuito implicitamente la responsabilità agli alleati dem: «L'intoppo? Siete voi che seguite il Pd». La priorità, ha aggiunto, è dare «segnali forti» per rispondere ai bisogni dei cittadini.
Il nodo più delicato resta l'Ucraina e l'invio di armi a Kiev. M5s e Avs sono contrari, mentre il Pd chiede che gli aiuti siano accompagnati da un vero sforzo diplomatico europeo. Divergenze emerse anche sulla patrimoniale, cavallo di battaglia di Fratoianni, e sulla legalizzazione della cannabis, che Magi assicura di voler portare al tavolo. Fonti dem hanno definito queste differenze più visibili sui giornali che nel confronto tra i partiti. Schlein ha già sostenuto che la patrimoniale non è un tabù, ma a condizioni precise, tra cui un'adozione a livello europeo o internazionale. Conte ha replicato che il M5s ha proposte per una «seria redistribuzione».
Sul fronte parlamentare, le opposizioni hanno chiesto unitariamente di dare carattere d'urgenza alla proposta di legge per il blocco immediato degli scambi di beni e servizi con le colonie israeliane in Cisgiordania. Fratoianni ha ricordato che, l'8 settembre 2026, una coalizione di dodici Paesi, tra cui Canada, Regno Unito, Spagna, Irlanda, Norvegia e Danimarca, ha annunciato misure di restrizione commerciale sui prodotti provenienti dalle colonie. La richiesta è stata respinta in sede di conferenza dei capigruppo e poi in Aula. Conte ha definito la questione «un bivio per il governo», accusandolo di essere stato complice dei crimini del governo Netanyahu, e ha promesso che, una volta al governo, il centrosinistra riconoscerà lo Stato di Palestina.
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