Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle e due volte presidente del Consiglio, ha suscitato un momento di gelo nello studio di Realpolitik, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Tommaso Labate, nel corso del quale ha spiegato di non temere un attacco russo all'Europa ma piuttosto il rischio che l'Italia e l'Unione europea entrino direttamente nel conflitto in Ucraina.
«Paura di un attacco della Russia in Europa? Io ho paura che entriamo in guerra, che andiamo dritti giorno dopo giorno, mese dopo mese in quella direzione e non vedo in Europa nessuno che stia in questo momento dicendo dove stiamo andando», ha affermato Conte. L'ex premier ha quindi posto una domanda diretta: «È veramente un conflitto mondiale che vogliamo affrontare oppure invece vogliamo una svolta negoziale?».
Secondo il leader pentastellato, il messaggio che arriva da Nova, l'iniziativa internazionale per una soluzione diplomatica del conflitto, indica una strada precisa: «Dobbiamo lavorare per costruire un percorso di pace, l'Europa deve essere protagonista, l'Italia deve essere protagonista, perché dobbiamo offrire un futuro ai nostri figli, alle nuove generazioni». Conte ha poi aggiunto che «purtroppo in guerra ci si rotola, può capitare anche l'incidente, può capitare anche il drone deviato, può capitare di tutto, stiamo andando in quella direzione e la politica europea non sta dicendo nulla, è completamente passiva».
Nel corso del suo intervento, l'ex presidente del Consiglio ha ricordato che iniziative diplomatiche sono in corso da parte di diversi attori internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina e all'India, e ha chiesto cosa stia facendo l'Europa di fronte a questo scenario. La posizione espressa da Conte si inserisce nel dibattito politico italiano ed europeo sulle modalità di sostegno a Kiev e sulle prospettive di una soluzione negoziata del conflitto, un tema su cui il Movimento Cinque Stelle ha più volte preso posizione critica rispetto all'invio di armi e a un coinvolgimento diretto dell'Italia.
La dichiarazione ha suscitato reazioni immediate nello studio televisivo, dove il conduttore e gli altri ospiti hanno reagito con evidente imbarazzo alla formulazione scelta dall'ex premier, che ha spostato l'attenzione dal rischio di un'aggressione russa alla responsabilità delle cancellerie europee di non indicare una direzione politica chiara. Il passaggio è stato ripreso sui canali social del programma, dove è stato sintetizzato con la frase «Ho paura della guerra».
Conte, avvocato e politico, guida il Movimento Cinque Stelle dopo essere stato a capo del governo in due esecutivi consecutivi. La sua posizione sul conflitto in Ucraina è stata espressa più volte in senso critico verso l'escalation militare, con richiami alla necessità di un percorso diplomatico che veda l'Europa come attore principale. Nel corso dell'intervista a Realpolitik, il leader pentastellato ha ribadito questa impostazione, sostenendo che senza una svolta negoziale il rischio di un allargamento del conflitto resti concreto e che la politica europea non stia offrendo risposte adeguate.
