Il centrodestra resta in vantaggio nei sondaggi. È quanto emerge dalla rilevazione Noto diffusa lunedì e presentata nel corso della trasmissione Porta a Porta, che conferma Fratelli d'Italia come primo partito in entrambi gli scenari considerati. La coalizione guidata da Giorgia Meloni, indicata come candidata premier del centrodestra, si attesta al 44,7 per cento nell'ipotesi con Giuseppe Conte candidato del campo largo e al 44 per cento in quella con Elly Schlein. Il dato complessivo colloca dunque la coalizione di governo davanti al centrosinistra in entrambe le simulazioni, con un margine che resta contenuto ma stabile.

Nel dettaglio dei partiti, Fratelli d'Italia è accreditato del 28,5 per cento con Conte come candidato del centrosinistra e del 28 per cento con Schlein. Il Partito Democratico si colloca al secondo posto con il 20 per cento nello scenario con Schlein e il 18,7 per cento in quello con Conte, un risultato che lo mantiene come principale forza del campo progressista. Il Movimento 5 Stelle registra l'11 per cento con Schlein alla guida della coalizione e sale al 14 per cento con Conte, segnando la differenza più marcata tra i due scenari. Forza Italia è al 7 per cento con Conte e al 6,7 per cento con Schlein, mentre la Lega e Alleanza Verdi e Sinistra sono entrambe al 6 per cento in tutti e due gli scenari, senza variazioni legate alla leadership del centrosinistra.

Il sondaggio segnala anche il dato di Futuro Nazionale, la formazione di Roberto Vannacci, che si attesta al 6 per cento con Schlein e al 5,5 per cento con Conte. Azione e Spazio pubblico raccolgono il 3,3 per cento con Schlein e il 3,8 per cento con Conte, mentre Italia Viva è al 2,8 per cento nel primo caso e al 2 per cento nel secondo. Sono numeri che, nel loro insieme, descrivono un quadro politico frammentato, nel quale le formazioni minori potrebbero pesare in modo determinante nella costruzione delle coalizioni.

Sul fronte del centrosinistra, la coalizione si ferma al 43,7 per cento con Conte e al 42,6 per cento con Schlein. Il quadro che emerge è quello di un campo progressista diviso non soltanto sulla leadership, ma anche sul programma e sulle alleanze. Tra i punti di frizione viene indicato il dibattito sulla patrimoniale, tema che divide le componenti del centrosinistra e che rende più complessa la definizione di una proposta condivisa. Il candidato del campo largo dovrebbe essere scelto attraverso le primarie previste a febbraio, un appuntamento che indicherà la direzione della coalizione in vista della prossima sfida elettorale.

Dal lato del centrodestra, Meloni è considerata la candidata premier indiscussa, circostanza che rafforza la coesione della coalizione attorno a una figura di riferimento. Il sondaggio, secondo quanto riportato, non mostra un evidente effetto Trump sugli orientamenti degli elettori italiani, ovvero non sembrano emergere spostamenti di consenso riconducibili alle vicende politiche statunitensi. Le elezioni politiche sono previste nel 2027, e le stesse note di lettura ricordano che le rilevazioni demoscopiche vanno considerate con cautela, trattandosi di una fotografia del momento e non di una previsione del voto.

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Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.