Si apre oggi a Milano il congresso straordinario della Lega, una maratona di due giorni al centro congressi Allianz MiCo per eleggere il segretario federale e delineare le prospettive future del partito. Il voto finale è previsto domenica, quando l'assise sceglierà il nuovo leader con scrutinio segreto. A sfidare Matteo Salvini, alla ricerca della conferma, sarà l'ex ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che ha raggiunto in extremis la quota delle 80 firme necessarie per candidarsi.

Il congresso è stato convocato a poco più di un mese dalla mossa inaspettata di Salvini, che ha lanciato l'assise straordinaria dal palco del raduno di Pontida. Il partito, che avrà come slogan «Di lotta e di governo», rivendica i risultati ottenuti nelle istituzioni: «dove governa, governa bene», e «di lotta, perché ci sono ancora tante battaglie da portare avanti, senza arretrare, in Italia e in Europa». A un anno e mezzo dalla conferma di Salvini come leader, avvenuta ad aprile 2025 a Firenze, il vicepremier si ripresenta dunque al giudizio dei delegati. Nel suo intervento di chiusura del raduno di Pontida, il 20 settembre, Salvini aveva detto: «Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia, sono disposto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi».

Il programma prevede per sabato gli interventi sulle mozioni presentate, con i delegati iscritti a parlare, tra cui dovrebbero esserci i governatori delle regioni del Nord e i critici della linea di Salvini. Domenica, dalla mattina al primo pomeriggio, sono previsti i discorsi conclusivi di Salvini e Garavaglia, seguiti dall'elezione del nuovo segretario a scrutinio segreto. L'assise, presieduta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, avrà il compito di eleggere il leader, varare la segreteria politica e modificare il simbolo. Potrà approvare, a maggioranza assoluta con voto palese per alzata di mano, emendamenti e atti di indirizzo sottoscritti da almeno 80 congressisti iscritti in almeno 4 regioni e depositati almeno 72 ore prima della prima convocazione. I delegati sono 705.

Il nodo delle modalità di voto è stato al centro delle polemiche della vigilia. Garavaglia, intervenuto a Sky Tg24, si è detto favorevole a votare con la cabina aperta «per evitare retroscena imbarazzanti», sostenendo che «è interesse di tutti evitare dubbi o questioni fastidiose e polemiche». I suoi sostenitori vorrebbero impedire che qualcuno fotografi la scheda per dimostrare per chi ha votato. Sul tema del numero di firme, Garavaglia ha spiegato di aver dovuto raccogliere sostegni tra chi non era stato sollecitato a firmare per altri, ricordando che esiste un limite di 120 firme, e ha aggiunto: «Non so quante ne sono state raccolte... Questa è un'altra questione ma non mi interessa fare la polemica». Fonti vicine a Salvini hanno replicato sulle modalità di voto con una formula sintetica: «Voto palese no, voto segreto sì, ma non troppo».

Non è mancato uno scambio sui contatti tra i due candidati. Garavaglia ha sostenuto di non essere riuscito a mettersi in contatto con Salvini; il vicepremier ha replicato di averlo chiamato «per più di un quarto d'ora tre giorni fa», dicendosi «stupito» dalle sue frasi. Il tema della telefonata ha animato il dibattito alla vigilia dell'assise.

Nel clima congressuale si inserisce anche un sondaggio del Tg3 che, secondo il rilevamento citato, attribuisce alla Lega il 7,3 per cento, davanti a Futuro Nazionale al 5,6 per cento, e subito dietro Forza Italia al 7,5 per cento. Fratelli d'Italia guida la coalizione di centrodestra con il 26 per cento; nel campo largo il Pd è al 20,5 per cento, il Movimento 5 Stelle all'11,5 per cento e Avs al 5,6 per cento. Secondo lo stesso sondaggio, il centrodestra vincerebbe con il 44 per cento contro il 43 per cento del campo largo.

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Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.