I rapporti economici tra Italia e Principato di Monaco sono «intensi, crescenti con una integrazione costante tra le nostre economie e le nostre imprese». Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle dichiarazioni alla stampa con il principe Alberto II, che hanno chiuso la visita di Stato nel Principato. Il capo dello Stato ha sottolineato la profondità dei legami tra i due Paesi, definendoli una vicinanza «non soltanto geografica ma culturale e umana».
Mattarella ha espresso «un grande apprezzamento» per la rafforzata cooperazione tra Italia e Monaco nel contrasto alla criminalità organizzata economico-finanziaria. Il riferimento è alla firma, nello scorso aprile, di un memorandum di intesa con la Guardia di Finanza. «È un altro piano su cui collaboriamo con grande efficacia e con grande valore», ha aggiunto il presidente, indicando nella collaborazione istituzionale uno strumento concreto per presidiare i flussi finanziari illeciti.
Sul piano internazionale, il capo dello Stato ha ribadito la comune convinzione dell'«indispensabilità del multilateralismo e delle sue forme», da garantire per una corretta e positiva modalità di relazione nella vita internazionale. Mattarella ha spiegato di aver affrontato con Alberto II «tanti problemi che vi sono in questo momento della vita internazionale», registrando «una costante e piena sintonia e convergenza ispirate a valori della pace, della libertà, della dignità di ogni Stato, della pari dignità di ogni Stato e della tutela dello Stato di diritto e dei diritti umani».
La visita di Stato si era aperta con gli incontri istituzionali e si è conclusa con le dichiarazioni congiunte alla stampa. Nel corso della permanenza nel Principato, Mattarella ha visitato il Museo Oceanografico insieme al principe Alberto II, in un passaggio che ha unito il programma ufficiale alla dimensione culturale e scientifica dei rapporti bilaterali. La giornata ha confermato il clima di collaborazione tra i due Stati, con il principe monegasco che ha voluto rivolgere un saluto in italiano, auspicando «viva l'amicizia tra Principato di Monaco e Italia».
Il memorandum firmato in aprile con la Guardia di Finanza rappresenta il tassello più operativo del rafforzamento dei rapporti. L'intesa punta a intensificare lo scambio di informazioni e la cooperazione investigativa sui reati economico-finanziari, un ambito in cui il Principato di Monaco — per la sua posizione geografica e il suo ruolo nel settore finanziario — riveste un interesse strategico per l'Italia. La firma era stata annunciata come un passo avanti nella lotta ai patrimoni illeciti e alle organizzazioni criminali che operano tra i due territori.
Le dichiarazioni di Mattarella si inseriscono in una fase di consolidamento delle relazioni bilaterali, con un'attenzione particolare alla dimensione economica e alla sicurezza finanziaria. Il presidente ha parlato di integrazione costante tra economie e imprese, un elemento che riguarda da vicino anche le aziende italiane attive nel Principato e i flussi commerciali tra i due Paesi. La visita di Stato ha quindi offerto l'occasione per fare il punto su una collaborazione che, sul fronte del contrasto alla criminalità economica, ha ora un quadro formale definito.
Sul piano politico, la convergenza espressa da Mattarella e Alberto II su pace, libertà, dignità degli Stati e diritti umani delinea una posizione comune in un momento di tensioni internazionali. Il richiamo al multilateralismo, definito indispensabile, assume un valore particolare per un Paese come l'Italia, impegnato a sostenere i fora internazionali e le regole condivise. La sintonia registrata nel corso dell'incontro conferma la volontà di entrambi gli Stati di mantenere un canale di dialogo stabile su questi temi.
La chiusura della visita di Stato lascia sul terreno un pacchetto di rapporti rafforzati: cooperazione giudiziaria e finanziaria, integrazione economica e intesa politica sui principi fondamentali della convivenza internazionale. Per l'Italia, il rapporto con il Principato di Monaco si conferma un tassello della più ampia strategia di contrasto ai fenomeni criminali transnazionali e di tutela della legalità economica.
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