Elly Schlein alza la voce e mette in chiaro i rapporti di forza dentro il centrosinistra. Nel suo intervento alla direzione del Partito Democratico, la segretaria dem ha lanciato un appello all'unità della coalizione, ma ha anche avvertito gli alleati che il peso elettorale del Pd non può essere ignorato nella costruzione del programma e delle alleanze in vista delle prossime elezioni politiche.
Il riferimento, neanche troppo velato, è a Giuseppe Conte e al Movimento 5 Stelle, ma anche ai rossoverdi Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Schlein ha respinto le ricostruzioni secondo cui il Pd sarebbe indietro sulla proposta dei temi da inserire nel progetto di centrosinistra. «Noi abbiamo proposto un percorso di ascolto del Paese già nel novembre 2025», ha ricordato la leader dem, «ma c'è chi ha ritenuto, legittimamente, di partire da solo e ha terminato questo percorso solo a settembre».
Sul tavolo del programma e sul perimetro dell'alleanza, Schlein ha ribadito che non possono esserci esclusioni pregiudiziali e che al programma partecipano tutti quelli che si riconoscono nell'alternativa a Giorgia Meloni, centristi compresi. «Il programma si scrive con tutta l'alleanza e bisogna essere inclusivi», ha detto. Una volta definito il progetto, però, esso deve essere «un patto vincolante per tutti». E qui arriva la stilettata: «Nella discussione uno non vale uno». Tradotto, il Pd è il partito più forte della coalizione e di questo occorrerà tenere conto.
«A noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnato con passione, impegno e fatica a convincere le persone», ha sottolineato Schlein. Un lavoro che ha portato i dem ad avere «il doppio» dei voti «delle altre forze: generosi sì, ma ingenui no». La generosità, per la segretaria, si manifesta anche nell'accettare il metodo delle primarie per la scelta del leader, visto che «in qualsiasi altro Paese europeo la guida va al partito che prende un voto in più». E questo, ha aggiunto, «non è egemonia, ma democrazia. Poi, se qualcuno non riconosce questo principio, noi siamo disponibili e pronti alle primarie e le vinceremo insieme».
Dalle beghe interne alla sfida a Meloni. È alla premier che Schlein dedica la prima parte del suo intervento, con una premessa che è anche una sintesi: «Vai a casa». La leader dem non vede l'ora di andare al voto: «Prima si fa e meglio è per l'Italia». Dopo quattro anni «di immobilismo», in cui si è sprecata «una occasione storica», per Schlein tocca al centrosinistra «risollevare l'Italia da questa crisi e dal declino». Da qui l'appello agli alleati e alle altre forze di opposizione: «L'impegno deve essere chiaro: non faremo mai più il favore alla destra di dividerci». E ancora: «Il cammino non è ancora compiuto del tutto, ma l'alternativa è già realtà concreta».
La terza e ultima parte della relazione è quella «dei sassolini dalle scarpe», tutti o quasi interni al Pd. Rivolgendosi alla minoranza dem, Schlein ha elencato i traguardi raggiunti: «Abbiamo rilanciato il partito, siamo cresciuti in tutte le tornate elettorali, riaperto e riacquistato sedi storiche, mandato sui territori il triplo delle risorse rispetto agli anni precedenti, abbiamo ricucito legami spezzati con mondi che si erano allontanati, abbiamo risanato il bilancio, il migliore degli ultimi 15 anni, lo abbiamo fatto restituendo dignità ai nostri dipendenti, abbiamo applicato quello che chiediamo al Paese come la riduzione dell'orario a parità di salario, abbiamo fatto ripartire la formazione». E ancora: «Siamo il primo partito nella maggior parte delle regioni».
«In questi anni avevano scommesso che ci saremmo scissi e invece siamo più uniti che mai, avevano scommesso che sarei durata sei mesi e invece il 18 ottobre in assemblea nazionale ci poniamo il tema» della proroga del mandato «per la prima volta», ha rivendicato Schlein. «Le uniche regioni che hanno cambiato colore in questi anni lo hanno fatto perché abbiamo vinto noi». Da qui la carica finale alla coalizione: «Manca l'ultimo miglio, il più importante, e vogliamo farlo insieme, fino alla vittoria». «Vi chiedo di non avere timore, non avere paura, di essere orgogliosi di quanto fatto fino a qui».
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