La formazione dei migranti che arrivano in Italia attraverso canali regolari è la chiave per una piena integrazione e per dare continuità alle imprese del Paese. Lo ha affermato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all'ottantesimo anniversario della Cna, la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa.

«La condizione per favorire l'immigrazione legale è combattere l'immigrazione illegale, ma fornire all'immigrazione legale la formazione per potersi pienamente integrare da noi fa la differenza», ha detto la premier, ringraziando il presidente dell'associazione, Costantini, per aver ricordato il tema dei corridoi e della formazione nei Paesi terzi. Si tratta, ha spiegato, di uno degli elementi che hanno composto la politica migratoria del governo, insieme ai canali di ingresso regolare.

Meloni ha poi collegato il tema dell'immigrazione a quello del mercato del lavoro e del sistema produttivo italiano. «Io non voglio rinunciare a vedere ragazzi italiani ben pagati che danno continuità alle nostre aziende così legate alla loro identità», ha aggiunto, sottolineando come la formazione e l'integrazione dei lavoratori stranieri regolari si inseriscano in una più ampia esigenza di continuità per le imprese, in particolare quelle artigiane e piccole, storicamente radicate nei territori.

Secondo la presidente del Consiglio, su questo fronte serve «una rivoluzione culturale». Una formula con cui ha indicato la necessità di un cambiamento di approccio nel modo in cui il Paese guarda ai flussi migratori regolari e al loro inserimento nel tessuto economico e sociale. La questione, ha osservato, non riguarda solo l'accoglienza, ma anche la capacità di costruire percorsi di formazione professionale in grado di rendere effettiva l'integrazione e di rispondere alla domanda di manodopera di aziende legate alla loro identità produttiva.

Il riferimento ai corridoi e alla formazione nei Paesi terzi richiama gli strumenti previsti dalla politica migratoria italiana per gestire in modo ordinato gli ingressi legali, in alternativa ai canali irregolari. La posizione espressa dalla premier conferma l'impostazione secondo cui il contrasto all'immigrazione illegale e la promozione di quella regolare sono considerati due aspetti complementari della stessa strategia.

L'intervento all'anniversario della Cna ha offerto alla presidente del Consiglio l'occasione per ribadire un indirizzo già al centro del dibattito pubblico: da un lato il controllo dei flussi irregolari, dall'altro la costruzione di percorsi formativi e professionali per chi arriva legalmente. Un passaggio che riguarda direttamente le imprese, chiamate a fare i conti con il ricambio generazionale e con la necessità di competenze, e che tocca il tema più ampio dell'integrazione nel Paese.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.