Un saluto spontaneo trasformato in un caso mediatico. Angelo Serafini, 84 anni, di Amatrice, è finito al centro di una bufera sui social dopo essersi commosso davanti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita nel paese laziale in occasione del decimo anniversario del terremoto del 2016. L'anziano, visibilmente emozionato, ha abbracciato la premier dicendole: «Ci hai onorato, è la gioia più grande che ho avuto nella mia vita». Meloni, commossa a sua volta, ha risposto: «Non mi fare commuovere».

Quel momento, raccontato dalla stampa locale, è stato però interpretato da molti utenti come una messinscena. Sui social Serafini è stato definito «un attore», «un servo della destra» e «un figurante». Alcuni commenti hanno ironizzato su un presunto casting organizzato dal partito della presidente, con riferimenti a registi e premi cinematografici. Altri hanno parlato di un compenso in denaro per la scena. Accuse che il figlio di Serafini, Sergio, respinge con decisione in un'intervista: «Stiamo vivendo questi giorni davvero malissimo. Hanno accusato papà delle peggiori nefandezze, è assurdo. Ho letto che avrebbe preso dei soldi, che sarebbe un attore professionista, che sarebbe stato convinto dal partito della Meloni. Ovviamente si tratta di accuse false, falsissime. È stata una cosa assolutamente spontanea».

Sergio Serafini racconta anche il clima che si è creato in famiglia: «Non le nego che io e mio fratello abbiamo paura di leggere giornali e social per non rimanere ancora più male». Le condizioni di salute del padre aggiungono preoccupazione: «Papà è molto sensibile. Lui a settembre si deve operare al cuore. Ha ottantaquattro anni e vive le giornate con tanta preoccupazione».

La vicenda personale di Angelo Serafini è legata in modo drammatico al terremoto che colpì Amatrice. Nell'evento sismico perse il fratello, la moglie del fratello e i nipotini. «Il dolore più grande della famiglia, quello che non va più via, è stata la morte dei nipotini», ricorda il figlio. La sua casa nel centro storico fu distrutta e da nove anni vive in una Sae, una soluzione abitativa di emergenza. «Per comprare la casa che aveva in centro ci sono voluti anni di lavoro, di sacrifici e di rinunce. Il suo desiderio è di veder ricostruito il centro storico il prima possibile. Ecco perché è stato così contento ed emozionato quando è venuto il Presidente del Consiglio», spiega Sergio.

La visita di Meloni ad Amatrice, a dieci anni dal sisma che causò 299 vittime, era stata dedicata alla commemorazione e al tema della ricostruzione, ancora in corso in molte aree del cratere. L'episodio dell'abbraccio con Serafini ha però spostato l'attenzione sui toni del dibattito social, con una valanga di sospetti e insulti che la famiglia definisce «vergognosi». Per i detrattori, secondo quanto riportato, non ci sarebbero elementi per sostenere le accuse: il gesto dell'anziano sarebbe stato del tutto genuino, dettato dall'emozione di vedere il capo del governo nel suo paese.

Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.