Il Consiglio dei ministri riunito a Palazzo Chigi ha dato il via libera al decreto legge che proroga lo sconto sulle accise sui carburanti per il solo diesel fino al 5 settembre. La misura, che vale circa 130 milioni di euro, conferma il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio introdotto lo scorso 4 agosto e rinnovato fino ad oggi. Nella stessa seduta, durata circa dieci minuti, è stato approvato anche il decreto sulla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale, il cosiddetto dl Ex Ilva.

L'intervento sulle accise è stato motivato dai rincari energetici che pesano sulle tasche degli italiani. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio in modalità self service lungo la rete stradale è pari a 2,017 euro al litro per la benzina e 2,137 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori salgono rispettivamente a 2,092 e 2,208 euro al litro. Da marzo ad oggi, l'intervento complessivo sulle accise di benzina e gasolio è costato circa 2,5 miliardi di euro.

La copertura del decreto deriva dalle maggiori entrate conseguenti alla modifica delle modalità di versamento delle ritenute sugli utili dei gruppi di maggiori dimensioni operanti nel settore energetico. La disposizione si applica ai soggetti che, sulla base del bilancio relativo all'esercizio antecedente a quello in corso al 31 dicembre 2026, abbiano conseguito ricavi complessivi superiori a 20 miliardi di euro. Verrà riconosciuto un credito d'imposta pari all'ammontare delle somme versate.

Il taglio delle accise, nella modulazione attuale che prevede una riduzione dell'aliquota di 14 centesimi e dell'Iva di ulteriori 3 centesimi, segue altri sette provvedimenti deliberati dal Cdm o con decreto ministeriale a partire da metà marzo, dopo il rincaro dei prezzi dei beni energetici seguito al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. L'obiettivo dell'esecutivo è frenare la crescita dei prezzi alla pompa, che negli ultimi giorni si è attestata sopra i 2 euro.

Il governo ha già fatto sapere che l'intenzione per le prossime settimane è quella di predisporre un intervento più mirato e selettivo, concentrato sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato. La Lega punta in particolare su aiuti ad alcune categorie professionali maggiormente colpite dal caro carburanti. Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di proroga di «scelte già fatte in vista di una scelta strutturale», auspicando che «finisca presto la guerra e Hormuz possa continuare a essere un luogo di libera navigazione». Tajani ha sottolineato la necessità di sostenere «i ceti più deboli, il ceto medio, comprese le partite Iva», aggiungendo che «tutti debbano contribuire in questo momento a dare una mano, comprese le aziende petrolifere».

Critiche arrivano dalle associazioni dei consumatori e dalle opposizioni. Per il Codacons «la montagna ha partorito il topolino»: la proroga, secondo la sigla, «è annacquata, scontenta tutti gli automobilisti e non risolve l'emergenza in corso». Per il leader del M5s Giuseppe Conte il governo proroga «per un'altra manciata di giorni l'ennesimo sconticino impercettibile, peraltro già mangiato dai prezzi dei carburanti che hanno raggiunto picchi allucinanti». La segretaria del Pd Elly Schlein ha dichiarato che «nel governo continuano a litigare fra loro ma il problema del costo dei carburanti rimane tutto, e tutto sulle spalle delle famiglie e delle imprese italiane».

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.