La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui disordini che hanno accompagnato le manifestazioni contro il carovita organizzate in diverse città italiane, con un messaggio diretto alle opposizioni: condannare senza ambiguità le violenze di piazza. «Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è», ha scritto Meloni in un post sui social, rilanciando la richiesta di una presa di posizione netta da parte delle forze politiche contrarie al governo. «Ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile», ha aggiunto.

Secondo quanto ricostruito, nel pomeriggio di sabato 17 ottobre si sono tenute in varie città italiane manifestazioni contro il carovita, alcune delle quali degenerate in episodi di violenza. A Milano, in particolare, si sono registrati lanci di pietre contro le forze dell'ordine, agenti feriti e danneggiamenti che hanno costretto a interrompere il corteo. Episodi analoghi si sono verificati a Torino, dove alcune persone sono state fermate con sanpietrini e martelletti frangivetro, e a Bologna, dove i disordini hanno portato alla chiusura precauzionale della stazione ferroviaria.

Meloni ha espresso rispetto per le migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente, anche prendendo parte alla mobilitazione indetta dalla CGIL, alla quale hanno partecipato esponenti dei partiti di opposizione. «Qualunque siano le idee per le quali si manifesta, la partecipazione è alla base di qualunque sana democrazia», ha osservato la presidente del Consiglio, distinguendo però la protesta legittima dall'azione di «teppisti che sfruttano le manifestazioni per seminare il caos, aggredire chi garantisce la sicurezza e tenere in ostaggio intere città».

Sulla stessa linea il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che ha definito inaccettabile chi dall'opposizione soffia sul fuoco delle tensioni. La richiesta del centrodestra è che le forze politiche condannino senza ambiguità le violenze e lancino un appello affinché ogni mobilitazione si svolga in modo pacifico. «Di fronte a scene del genere, il rifiuto deve essere unanime», ha sostenuto Meloni.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato gli episodi milanesi con una posizione articolata: «Le ragioni della protesta erano comprensibili. Le violenze contro le forze dell'ordine e i gravi danni alla città sono ingiustificabili». Sala ha poi aggiunto una riflessione sul ruolo della politica, sostenendo che essa può scegliere se strumentalizzare quanto accaduto alla ricerca di consenso elettorale oppure affrontare con saggezza un momento storico difficile, esprimendo l'auspicio che prevalga la seconda strada.

Il caso ha quindi spostato il confronto politico dal merito delle proteste contro il carovita alla condanna delle violenze e alla responsabilità delle forze politiche nel gestire la piazza. La richiesta di Meloni alle opposizioni di prendere posizione in modo chiaro rappresenta un passaggio del confronto tra maggioranza e opposizione, mentre resta sul tavolo la questione della sicurezza durante le manifestazioni e dei danni provocati alle città coinvolte. Il sindaco di Milano ha invitato a distinguere tra le ragioni sociali della protesta e i comportamenti illegali che l'hanno accompagnata, un equilibrio che ora il dibattito politico è chiamato a tradurre in una posizione condivisa.

3Visualizzazioni

Autore

Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.