Il centrosinistra accelera sulla costruzione dell'alternativa al governo di centrodestra. La prossima settimana si terrà il primo incontro tra i leader sul programma, come stabilito in una telefonata tra Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. La decisione arriva dopo che Bonelli, in un'intervista a Repubblica, aveva dichiarato di «aver perso la pazienza», invitando la segretaria del Pd e il leader del M5S a darsi una mossa.

Nel corso dell'iniziativa "Pronti per l'alternativa" a Montepulciano, il responsabile organizzativo del Pd, Igor Taruffi, ha indicato per la prima volta alcune scadenze precise: il programma dovrà essere chiuso entro l'anno, mentre le primarie della coalizione dovrebbero svolgersi all'inizio del prossimo anno. Taruffi ha inoltre ribadito che il Pd non intende partecipare a larghe intese: «Noi torneremo al governo solo se vinceremo le elezioni e con la nostra coalizione».

La giornata era cominciata con un retroscena del Corriere della Sera, firmato da Francesco Verderami, secondo cui Conte sarebbe disponibile a un passo indietro rispetto alle primarie, in favore di un nome di «mediazione» tra lui e Schlein. Nel virgolettato attribuito al leader del M5S, la scelta sarebbe motivata «non per interesse personale», ma «perché con Elly Schlein non si vince». Il retroscena riferiva che Conte avesse già fatto questa proposta alla segretaria, ricevendo un rifiuto, e che la possibilità fosse stata accantonata.

Il Movimento 5 Stelle ha smentito con una nota, parlando di «ricostruzioni fuorvianti» e di «parole e propositi destituiti di fondamento». Nel comunicato si ribadisce che, come più volte affermato dal presidente Conte nelle ultime settimane, «le primarie si faranno e si faranno quanto prima, subito dopo il programma».

Al di là della smentita, nel Partito democratico il tema della leadership di Schlein resta aperto, soprattutto tra i esponenti della maggioranza interna riunita a Montepulciano sotto il titolo "Costruire l'alternativa". Diversi dirigenti riconoscono alla segretaria il merito di aver ricreato un legame con settori sociali che il partito aveva perso e di aver ricucito una coalizione. Nei ragionamenti informali, però, prevale una preoccupazione: contro Giorgia Meloni, osservano alcuni, il rischio di una sconfitta sarebbe più alto con lei come candidata premier. Tra le ipotesi circolate figurano un incarico di ministra degli Esteri o la scelta di lasciare la guida del partito in caso di vittoria alle primarie.

Su questo punto è intervenuto anche Dario Franceschini, in un'intervista a Repubblica, sostenendo che il vincitore dei gazebo «dovrà fare il candidato premier dell'intero schieramento, non del partito di provenienza». Alcuni dirigenti richiamano la regola della Prima Repubblica, secondo cui il segretario di partito non ricopre anche la carica di presidente del Consiglio.

Schlein, da Cagliari, ha risposto con determinazione: «Troveremo sempre un punto d'accordo, non faremo più il favore alla destra di dividerci». Conte, intervenendo agli Stati Generali di Progetto Civico, ha chiesto di non perdere tempo: «Questa settimana ci dobbiamo vedere e iniziare a confrontare sul programma», ricordando che il M5S ha già lavorato con il Pd nel momento più difficile, quello della pandemia.

Intanto prosegue anche il confronto tra le aree riformiste, riunite a Orvieto, e il correntone dem di Montepulciano. Nel primo appuntamento si è parlato soprattutto di politica estera. Lorenzo Guerini ha criticato chi, anche a sinistra, attacca l'Europa sull'Ucraina, sostenendo che l'Europa è stata «dove doveva stare, a fianco di un Paese aggredito». Lia Quartapelle ha escluso che un futuro governo di centrosinistra possa sospendere il sostegno a Kiev.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.