Elly Schlein chiude la Festa dell'Unità di Reggio Emilia con una posizione netta sulla corsa per la guida del centrosinistra: «Prima affiniamo il programma, poi decideremo con gli alleati: o si arriverà a un accordo o faremo le primarie. E se faremo le primarie le vinceremo». La segretaria del Pd sposta l'intervento di saluto dal palco Guccini all'Arena del Campovolo, lo spazio dei grandi concerti, davanti a circa diecimila persone arrivate da tutta Italia anche grazie ai 51 pullman messi a disposizione dal partito.

La scelta della location e il tono dell'intervento segnano una presa di posizione dopo giorni di silenzio. Esponenti dem, capi area e figure storiche del partito — da Roberto Speranza a Goffredo Bettini, passando per Michele De Pascale e Stefano Bonaccini — avevano espresso dubbi e timori sui gazebo, chiedendo un supplemento di analisi sulla situazione del centrosinistra. Il rischio evocato è che le primarie si trasformino in una guerra fratricida capace di provocare la «morte in culla» dell'alleanza.

Schlein rivendica la propria candidatura senza margini di ambiguità: «Non è un caso se raccontano uno starnuto come un dramma. C'è chi tifa pareggio, c'è chi tifa grandi intese, ma noi prendiamo un impegno: andremo al Governo solo con il voto dei cittadini». E aggiunge: «C'è chi non vuole un governo di centrosinistra, una donna di sinistra a Palazzo Chigi. Io posso solo offrire le mie aggravanti personali essendo donna, avendo 40 anni ed essendo libera, ma se questo vuole il Paese io sono qui».

La road map indicata dalla segretaria dem parte dall'affinamento del programma comune, per rivendicare il lavoro «testardamente unitario» che ha portato il centrosinistra a convergere su provvedimenti come il salario minimo e su alcune piazze, tra cui quella per Gaza. L'elenco comprende anche i provvedimenti sul contenimento dei costi dell'energia e quelli sulla sanità. Da qui l'appello ai compagni di viaggio: «Rimbocchiamoci le maniche per essere parte del cambiamento che vogliamo, diciamo alle persone venite, aiutateci perché la partita sarà fondamentale. La destra nazionalista è arrivata qui prima che altrove e a noi tocca la responsabilità di mandarla a casa. Una sfida così non si affronta da soli, non abbiamo pretesa di autosufficienza». A sostegno del messaggio arriva la citazione di Enrico Berlinguer: «Diamo noi un pensiero lungo al Paese». All'appello risponde pronto Angelo Bonelli: «Sbrigamose».

Restano però aperti i nodi interni al centrosinistra. Giuseppe Conte chiede «un programma scritto, firmato nero su bianco con l'inchiostro e controfirmato» e soprattutto «dei paletti di prevenzione per evitare che qualche forza abbia una golden share, che abbia un potere ricattatorio sugli obiettivi strategici da raggiungere», perché «non prendiamoci in giro, abbiamo visto come funziona in politica». Un riferimento indiretto a Matteo Renzi e alla caduta del Conte 2.

Il leader Cinque Stelle riprende inoltre il tema del sostegno in armi a Kiev, definendolo una spina nel fianco del mondo dem: «È chiaro che dovremo preventivamente precisare qualche punto fermo perché non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano a gogò armi a Kiev per un'escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno». La replica dei riformisti dem è immediata. Lorenzo Guerini, Filippo Sensi e Lia Quartapelle ribattono che il sostegno all'Ucraina continuerà, «anzi migliorerà visto che negli ultimi mesi l'Italia ha rallentato gli aiuti, fino al raggiungimento di un cessate il fuoco e l'avvio di un negoziato equo. Se ne facciano una ragione».

Sul piano dei tempi elettorali, Schlein si dichiara pronta: «Noi siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento andremo al voto, è Meloni che deve dirci quando. E visto che il suo Governo è stato inutilmente lungo, dico subito che prima è meglio è». Nello stesso intervento arriva però anche l'accelerazione sul programma comune: «Ora è tempo di accelerare sul programma comune. Non partiamo da zero. Non basterà una somma di proposte concrete, servono i valori, al Paese dobbiamo offrire una visione d'insieme».

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.