La campagna elettorale per le elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria si sta trasformando in uno scontro verbale sempre più acceso all'interno del centrodestra. Il generale Roberto Vannacci, candidato di Futuro Nazionale, ha definito «ladroni» gli esponenti locali della maggioranza di governo, paragonandoli a Barabba e accusandoli di fare una «politica rancida». Dall'altra parte, il sindaco della città, Francesco Cannizzaro, esponente di Forza Italia fedele alla linea del partito, ha replicato definendo «cornuti e deficienti» i rivali di Futuro Nazionale, includendo politici ed elettori.
Lo scontro è tutto interno alla coalizione di centrodestra, mentre il campo largo, rappresentato dal cardiologo Frank Benedetto, figura estranea alle beghe di partito, punta a capitalizzare la divisione tra gli avversari. La competizione si gioca su toni sempre più aspri, con il sindaco Cannizzaro che ha promesso cento milioni per il nuovo porto e una linea diretta tra amministrazione comunale e politica, garanzia che lui stesso, insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto, intende offrire agli elettori. Tuttavia, Futuro Nazionale continua a sottolineare che il candidato del centrodestra, Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, non è reggino, essendo di Roma, e si trova a sfidare il candidato reggino del generale Vannacci.
Il collegio conta circa 250mila elettori, di cui 110mila nel capoluogo. Le previsioni indicano un'affluenza molto bassa: non più di 40mila votanti in città e altrettanti in provincia. Secondo fonti della maggioranza regionale, il centrodestra otterrebbe il 50 per cento, la sinistra il 35 e Vannacci il 15. Si vincerebbe quindi con circa 35mila voti, mentre Vannacci ne raccoglierebbe quindicimila secondo i più ottimisti. Nonostante il valore locale del voto, Futuro Nazionale punta a trasformare il risultato in un test nazionale, cercando di raddoppiare il dato dei sondaggi nazionali, che attestano il partito sopra il 7 per cento.
Il contesto locale è segnato da anni di inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la classe dirigente e l'imprenditoria legata al centrodestra. Processi come Gotha, Cafittera, Ada, Eyphemos ed Ecosistema si sono conclusi con assoluzioni e proscioglimenti, dopo aver a lungo condizionato la vita politica della città. Questa stagione giudiziaria, secondo alcuni, spianò la strada alla sinistra, che con Giuseppe Falcomatà ha governato fino al trionfo di Cannizzaro, avvenuto solo quattro mesi fa con il 65 per cento dei voti. Oggi la città cerca di lasciarsi alle spalle quegli anni bui, ma la brutalità dello scontro politico sembra riflettere tensioni ancora vive.
La virulenza del confronto non si limita al territorio reggino. A Roma, la tensione tra l'area vannaciana e il centrodestra meloniano è alta, come dimostra lo scontro tra Mara Carfagna, ex ministro delle Pari Opportunità e segretaria di Noi Moderati, e Laura Ravetto, parlamentare vicina al generale. Carfagna ha invitato a votare contro chi «nega il femminicidio e vi vuole sottomesse», mentre Ravetto ha replicato che «le donne sanno benissimo a chi devono guardare per ripristinare i propri diritti». Un botta e risposta che, secondo gli osservatori, alimenta ulteriormente la conflittualità interna alla coalizione.
Anche il sindaco Cannizzaro è finito al centro delle polemiche per una dichiarazione rilasciata alla stampa: «Non mi sono mai fatto curare da lui, ho un altro cardiologo», riferendosi al candidato del campo largo Frank Benedetto. La frase ha suscitato una nota di biasimo da parte di Futuro Nazionale, che l'ha definita un insulto alla persona e al professionista. In un clima così teso, resta da vedere se gli elettori reagiranno a questi toni o se l'astensionismo prevarrà, rendendo il risultato delle suppletive un segnale soprattutto locale.
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