Il Governo ha ottenuto «risultati straordinari» sul fronte della crescita e del risanamento dei conti pubblici. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo a un punto stampa a New York a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Secondo il titolare della Farnesina, il dato più significativo riguarda la riduzione del deficit: «Siamo partiti dall'8,1% di deficit e siamo arrivati a 3,1. Questo significa che il Governo ha lavorato bene per quanto riguarda il risanamento dei conti e per la crescita», ha spiegato Tajani.

Il ministro ha poi affrontato la questione della procedura d'infrazione anticipata, dalla quale l'Italia non è uscita per un margine ridottissimo. «Per lo 0,1% si è mancata l'uscita dalla procedura d'infrazione anticipata», ha precisato Tajani, ricordando che «il termine per uscire dalla procedura d'infrazione è il 31 dicembre del prossimo anno».

La dichiarazione arriva nel corso della missione del ministro negli Stati Uniti per i lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, appuntamento che riunisce i rappresentanti dei Paesi membri e che offre al titolare della Farnesina l'occasione per interventi pubblici anche su temi di politica economica interna.

Il passaggio dal deficit all'8,1% al 3,1% rappresenta, nella lettura fornita dal ministro, il risultato principale dell'azione di governo sul fronte del risanamento. Tajani ha legato questo dato alla capacità dell'esecutivo di coniugare il controllo dei conti con il sostegno alla crescita, rivendicando un percorso che definisce positivo per il Paese.

Il mancato superamento della procedura d'infrazione anticipata per lo 0,1% viene presentato come un margine minimo, che non inficia secondo il ministro il giudizio complessivo sull'operato dell'esecutivo. Il nuovo termine indicato, il 31 dicembre del prossimo anno, fissa però un appuntamento decisivo per la chiusura del percorso di risanamento e per il definitivo allineamento dei conti pubblici italiani ai parametri richiesti.

Le parole di Tajani si inseriscono nel dibattito politico sul bilancio dello Stato e sulla gestione delle finanze pubbliche, tema centrale nell'agenda del Governo. La riduzione del deficit è uno degli indicatori seguiti con maggiore attenzione dalle istituzioni europee e dai mercati, e il raggiungimento del 3,1% viene indicato dal ministro come prova della solidità della linea economica seguita dall'esecutivo.

Nel corso del punto stampa, il titolare della Farnesina ha quindi ribadito la posizione dell'esecutivo: i risultati su crescita e conti pubblici sono definiti straordinari, e il percorso di risanamento avviato dall'8,1% di deficit rappresenta il principale elemento di continuità dell'azione di governo. La scadenza del 31 dicembre del prossimo anno resta il riferimento temporale per completare l'uscita dalla procedura d'infrazione anticipata.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.