Il centrodestra resta senza un candidato unitario per la corsa a sindaco di Milano. I leader della coalizione si sono riuniti in un vertice per provare a sciogliere lo stallo che si protrae da settimane, ma la partita resta aperta. Sul tavolo ci sono due nomi e due strategie diverse, che finora non hanno trovato una sintesi.
La Lega punta su Sardone, mentre Forza Italia insiste sul proprio candidato politico, Perego. Il leader azzurro Antonio Tajani, al termine dell'incontro, ha spiegato che «al vaglio tutte le possibilità» e ha definito Perego «il miglior nome possibile». Una posizione che conferma la distanza tra i due alleati principali sulla scelta del profilo da presentare agli elettori milanesi.
Il vertice si è tenuto a casa di Giorgia Meloni, un formato che nelle settimane scorse è stato utilizzato più volte per affrontare i nodi politici aperti. La scelta del candidato per Milano è considerata decisiva perché il capoluogo lombardo è uno dei principali banchi di prova per la coalizione in vista delle prossime elezioni amministrative. Un'intesa mancata rischia di indebolire il fronte comune e di aprire spazi a candidature alternative o a un confronto interno più aspro.
La partita milanese si intreccia con il quadro nazionale. Nelle stesse ore, Giorgia Meloni ha commentato con alcuni fedelissimi il risultato delle suppletive a Reggio Calabria, sostenendo che «è fallito il tentativo di sabotare il centrodestra». Un messaggio che serve a rivendicare la tenuta della coalizione nonostante le tensioni interne, e che accompagna l'accelerazione sui candidati per le prossime sfide amministrative, a partire da Roma e Milano.
Il nodo di Milano non è solo una questione di nomi. Dietro la contrapposizione tra Sardone e Perego ci sono due visioni diverse del posizionamento della coalizione: una più orientata a un profilo civico o tecnico, l'altra a un candidato espressione diretta dei partiti. La scelta finale avrà conseguenze sul modo in cui il centrodestra si presenterà agli elettori in una città storicamente competitiva e al centro dell'attenzione politica nazionale.
Per ora non è stata annunciata una nuova data per un incontro risolutivo. Le trattative proseguono, ma il tempo stringe e la necessità di arrivare a una candidatura condivisa diventa ogni giorno più urgente. Tajani, con la formula «al vaglio tutte le possibilità», ha lasciato aperta ogni ipotesi, senza escludere né un accordo sul nome di Perego né una soluzione diversa. La palla resta nelle mani dei leader, chiamati a decidere se e come ricomporre l'unità della coalizione su Milano.
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