Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha scelto l'istituto penitenziario di Rebibbia, a Roma, per ribadire che garantire l'accesso allo sport a tutti i cittadini è una precisa strategia del governo, fondata su un principio costituzionale. Nel corso dell'iniziativa dedicata allo sport per tutti, Abodi ha sottolineato che il recupero degli spazi sportivi all'interno delle strutture detentive rappresenta un passaggio importante di questo percorso.

«La strategia del governo è garantirlo a tutti come recita la Costituzione», ha dichiarato il ministro, spiegando che l'appuntamento a Rebibbia non vuole essere una semplice operazione di immagine. L'iniziativa, ha precisato, «non è uno spot»: si tratta invece di un tassello concreto di una politica che punta a rendere effettivo un diritto previsto dalla Carta costituzionale, anche nei luoghi in cui lo sport fatica a trovare spazi e attrezzature adeguate.

Il tema degli impianti sportivi nelle carceri è da tempo al centro del dibattito sulle condizioni di detenzione e sulle opportunità di recupero dei detenuti. L'attività fisica, in questo contesto, viene considerata uno strumento di benessere psicofisico e di socializzazione, oltre che un modo per impiegare il tempo in modo costruttivo. Il recupero degli spazi sportivi, ha osservato Abodi, risponde quindi a una duplice esigenza: da un lato garantire il diritto allo sport, dall'altro migliorare la qualità della vita all'interno degli istituti penitenziari.

La visita a Rebibbia si inserisce in un quadro più ampio di interventi che il governo intende portare avanti sul fronte dell'impiantistica sportiva, con particolare attenzione alle periferie e alle strutture che versano in condizioni di degrado. Secondo il ministro, lo sport per tutti non è un beneficio accessorio, ma un servizio pubblico che contribuisce alla coesione sociale e alla salute dei cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalla condizione in cui si trovano.

Nel corso dell'iniziativa è stato ribadito che il recupero degli spazi sportivi all'interno degli istituti penitenziari richiede risorse, programmazione e collaborazione tra amministrazioni centrali e locali. Il ministro ha indicato nella strategia del governo la cornice entro cui collocare questi interventi, richiamando esplicitamente il dettato costituzionale che riconosce il valore dello sport e ne promuove la diffusione. Un principio che, ha aggiunto, va tradotto in fatti concreti e verificabili, a partire proprio dai luoghi dove l'accesso all'attività sportiva è più difficile.

L'appuntamento di Rebibbia ha dunque un valore simbolico, ma anche operativo: segnala l'attenzione del governo verso un tema spesso trascurato e offre un'occasione per ricordare che lo sport, quando è davvero per tutti, può diventare uno strumento di inclusione anche dentro le carceri. Il ministro ha concluso sottolineando che la strada è tracciata e che il recupero degli spazi sportivi rappresenta una priorità da perseguire con continuità.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.