La Defense Intelligence Agency (DIA), l'agenzia di intelligence del Pentagono, ha diffuso la foto dello Shenlong, il «Drago Divino», lo shuttle cinese senza equipaggio che Pechino utilizza per missioni orbitali. È la prima immagine nitida dello spazioplano resa pubblica dagli Stati Uniti, e arriva in un momento di crescente attenzione di Washington verso le attività spaziali cinesi.
Lo Shenlong è un velivolo riutilizzabile, privo di equipaggio, che può restare nello spazio per periodi di mesi. Secondo quanto riportato, il mezzo è in grado di rilasciare piccoli satelliti in orbita e di recuperarli, una capacità che lo distingue da una normale capsula di trasporto. Nell'immagine diffusa dal Pentagono si distinguono i pannelli solari che alimentano il velivolo durante la permanenza nello spazio, elemento che consente missioni di lunga durata senza dipendere da un rifornimento continuo.
Il rilievo della foto va letto nel quadro della crescente militarizzazione dell'orbita terrestre, un tema che da tempo preoccupa l'intelligence americana. Nelle fonti disponibili, la diffusione dell'immagine viene collegata alla volontà di rendere visibile un programma che Pechino non illustra nel dettaglio. Il valore dell'immagine sta quindi nel fornire un dato verificabile su un mezzo di cui si conoscevano finora soprattutto indiscrezioni e ricostruzioni.
La capacità di un mezzo riutilizzabile di trasportare, rilasciare e recuperare satelliti è considerata rilevante sia sul piano civile sia su quello militare. Un veicolo di questo tipo permette di mettere in orbita carichi di varia natura e di riportarli a terra o di spostarli senza passare da lanci separati per ogni missione. Per questo motivo gli analisti dell'intelligence osservano con attenzione non solo il numero di lanci, ma anche la flessibilità operativa che un velivolo come lo Shenlong può offrire.
Il caso dello Shenlong mostra come la competizione tra Stati Uniti e Cina nello spazio non riguardi soltanto i lanci e le stazioni orbitanti, ma anche le tecnologie di movimento e recupero in orbita. Per il pubblico italiano, il tema tocca la sicurezza delle infrastrutture satellitari, dalle comunicazioni alla navigazione, che dipendono sempre più da un ambiente orbitale affollato e conteso. Ulteriori dettagli tecnici sulle missioni non sono stati resi noti nelle fonti disponibili, e le informazioni restano quelle diffuse dall'intelligence statunitense.
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