La prossima sfida tecnologica non si giocherà soltanto sulla potenza di calcolo, ma sulla capacità degli Stati di controllare le infrastrutture strategiche e di mantenere il governo delle macchine. È il messaggio emerso dalla Casina Pio IV, in Vaticano, dove il World Changers Summit «Multiverse of Trust in the Quantum Age», promosso dall'IASC, ha riunito istituzioni, scienziati, imprese e rappresentanti del mondo religioso per discutere il futuro dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie quantistiche.

Tra i protagonisti della giornata Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica e alla Transizione digitale, che ha illustrato la strategia italiana per rafforzare la sovranità tecnologica nazionale ed europea. Un intervento che arriva in una fase cruciale della competizione internazionale, mentre Stati Uniti, Cina ed Europa accelerano gli investimenti nelle tecnologie destinate a trasformare industria, difesa, sicurezza informatica e ricerca scientifica.

Nel corso dell'evento Butti ha ricevuto la medaglia «Magnifica Humanitas», consegnata da monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia. Alla cerimonia era inizialmente prevista anche la partecipazione del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, che non ha potuto essere presente. Il riconoscimento ha accompagnato una giornata dedicata a una questione che supera i confini della tecnologia: come garantire che sistemi sempre più potenti restino strumenti al servizio dell'essere umano, senza comprometterne libertà, dignità e capacità di decisione.

Per il governo italiano il quantum computing non è più soltanto una frontiera della ricerca, ma una partita industriale e geopolitica. Butti ha richiamato la Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, adottata nel luglio 2025, con l'obiettivo di rafforzare le capacità nazionali di ricerca, sviluppare infrastrutture avanzate, formare nuove competenze e favorire la collaborazione tra università, imprese e istituzioni. La posta in gioco è concreta: chi disporrà delle infrastrutture di calcolo, delle competenze e delle tecnologie più avanzate potrà contare su un vantaggio strategico nei settori chiave dell'economia e della sicurezza.

In questo scenario l'Italia punta a consolidare una propria capacità tecnologica senza rinunciare alle collaborazioni internazionali, comprese quelle con operatori del settore come D-Wave e IonQ, considerate parte di un percorso di rafforzamento dell'ecosistema nazionale. Il riferimento più recente è Volta B1, il computer quantistico basato sulla tecnologia del quantum annealing inaugurato il 16 ottobre a Como, un'infrastruttura che apre nuove possibilità di sperimentazione per ricercatori e imprese, soprattutto nei problemi di ottimizzazione complessa, dalla logistica alla pianificazione industriale fino alla gestione dell'energia.

Un altro capitolo riguarda Q-Arca, il progetto allo studio con il ministero della Difesa per integrare supercalcolo, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, cybersicurezza ed energia. L'obiettivo è sviluppare capacità strategiche in settori nei quali la dipendenza tecnologica dall'estero può tradursi in vulnerabilità economiche, industriali e di sicurezza. La sovranità tecnologica, è la tesi sostenuta dal sottosegretario, non significa isolamento, ma capacità di scegliere, sviluppare e governare le tecnologie dalle quali dipenderanno sempre più la competitività e la sicurezza del Paese.

Se Butti ha posto l'accento sulla dimensione industriale e strategica, monsignor Staglianò ha riportato il confronto alla sua dimensione etica. Il punto non è soltanto capire quanto diventeranno potenti l'intelligenza artificiale e i computer quantistici, ma stabilire quali finalità dovranno perseguire. La riflessione del presidente della Pontificia Accademia di Teologia si è concentrata sulla necessità di un dialogo tra scienza, coscienza e responsabilità, in una prospettiva nella quale il progresso non può essere valutato esclusivamente attraverso la velocità di elaborazione, l'efficienza economica o la capacità di automatizzare attività umane.

Anche Butti ha richiamato il tema della centralità della persona, sottolineando come il valore dell'essere umano non possa dipendere dalla sua capacità di competere con le macchine. Una questione destinata a diventare sempre più urgente: se l'intelligenza artificiale sarà in grado di svolgere attività oggi considerate esclusivamente umane, la dignità della persona non potrà essere misurata sulla base della produttività o delle prestazioni. È su questo terreno che la medaglia «Magnifica Humanitas» assume un particolare significato nel contesto del Summit, come richiamo alla necessità di mantenere l'essere umano al centro della trasformazione tecnologica.

Tra i temi al centro dell'incontro anche «The Post-Quantum Constitution – La Costituzione Post-Quantica», il progetto promosso da Gabriele Pao-Pei Andreoli, presidente dell'IASC e fondatore del World Changers Summit, che punta a individuare principi di riferimento per governare la transizione verso l'era quantistica.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.