La sovranità digitale non si esaurisce nella localizzazione dei dati, ma riguarda la capacità di scegliere come gestirli, elaborarli e governarli. È la tesi espressa da Marco Fanizzi, amministratore delegato di Dell Technologies Italia, durante la conferenza «Data Center Sovrani – Energia, Intelligenza Artificiale, Cybersecurity», organizzata da Confassociazioni Digital presso la Camera dei Deputati.
«Quando parliamo di sovranità digitale non ci riferiamo semplicemente a dove i nostri dati risiedono, ma alla capacità di scelta sui dati, sul calcolo, sul modello e sulla governance che questi dati devono avere», ha dichiarato Fanizzi. «Nel mondo di oggi, avere sovranità digitale significa avere possibilità di scelta», ha aggiunto il manager.
La definizione proposta sposta l'attenzione dal luogo fisico in cui sono conservate le informazioni alla libertà di decidere quali infrastrutture utilizzare, quali algoritmi impiegare e quali regole applicare. Un tema che assume un peso crescente con la diffusione dell'intelligenza artificiale, che richiede capacità di calcolo elevate e solleva interrogativi su chi controlla i modelli e i dati che li alimentano.
L'intervento si inserisce in un dibattito pubblico che coinvolge istituzioni, imprese e operatori del settore. La conferenza, ospitata nella sede parlamentare, ha riunito esponenti del mondo digitale per discutere di data center sovrani, energia, intelligenza artificiale e cybersecurity, quattro ambiti strettamente collegati tra loro. La scelta della Camera dei Deputati come sede non è casuale: la sovranità digitale è ormai una questione politica, oltre che tecnologica, perché tocca la capacità di uno Stato e di un sistema produttivo di mantenere il controllo sulle proprie informazioni strategiche.
Secondo la lettura di Fanizzi, la possibilità di scelta è il cuore del concetto. Non basta che i dati restino entro i confini nazionali se poi le decisioni su come trattarli sono prese altrove. Allo stesso modo, la sovranità non si misura solo sulla proprietà delle infrastrutture, ma sulla facoltà di orientare l'elaborazione, selezionare i modelli e definire le regole di governance. Un approccio che chiama in causa tanto le aziende tecnologiche quanto i legislatori, chiamati a costruire un quadro normativo che non soffochi l'innovazione ma tuteli l'autonomia decisionale.
Il tema dei data center sovrani è diventato centrale anche per l'energia necessaria a far funzionare le strutture che ospitano i sistemi di intelligenza artificiale. La crescente domanda di calcolo pone interrogativi sui consumi e sulla sostenibilità delle infrastrutture, mentre la cybersecurity è il terzo pilastro della discussione: senza protezione adeguata, la sovranità sui dati resta un obiettivo fragile. La conferenza ha affrontato questi aspetti come parti di un unico problema, quello di costruire un ecosistema digitale che sia al tempo stesso autonomo, sicuro ed efficiente.
Per le imprese italiane, la riflessione ha implicazioni concrete. La possibilità di scegliere tra fornitori, tecnologie e modelli di governance determina la capacità di competere e di proteggere il proprio patrimonio informativo. La posizione espressa da Dell Technologies Italia, attraverso il suo amministratore delegato, indica che la sovranità digitale è prima di tutto una questione di opzioni disponibili: più alternative esistono, più solido è il controllo che un'organizzazione o un Paese può esercitare sulle proprie scelte tecnologiche.
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