La Squadra mobile di Verona ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a Nadir Rossi, 35 anni, ex infermiere professionista di un pronto soccorso, accusato dell'omicidio pluriaggravato della moglie Jessica Dalla Chiara, infermiera di 32 anni morta nella loro abitazione di Bussolengo la notte del 24 giugno 2024. La svolta arriva due anni dopo la morte della donna, che lavorava nell'assistenza domiciliare per l'Ulss Scaligera.

All'uomo vengono contestati anche il tentato omicidio aggravato, la distruzione e soppressione di cadavere mediante fraudolenta cremazione, la truffa assicurativa e il peculato continuato di farmaci. Secondo gli inquirenti, la giovane donna sarebbe stata uccisa con somministrazioni non terapeutiche di insulina. L'indagine della Squadra mobile era partita da due segnalazioni tempestive: la prima dall'Azienda Ospedaliera, nel luglio 2024, dopo gli esami di laboratorio post mortem che avevano escluso cause naturali per i gravi e ripetuti episodi di ipoglicemia della giovane; la seconda dai genitori della vittima, che fin da subito avevano espresso dubbi sulle cause del decesso e sulla rapida cremazione del corpo, disposta dal genero.

Per i pubblici ministeri, un primo tentativo di uccidere la donna risale alla notte del 22 maggio 2024, quando la donna fu colpita da un arresto cardiocircolatorio causato da un'iniezione di insulina che ne abbassò il tasso glicemico sotto il valore critico, portandola in coma farmacologico. Si salvò grazie al tempestivo intervento del 118. Durante un ricovero durato un mese, l'indagato, sfruttando la propria qualifica per accedere al reparto anche fuori dagli orari di visita, avrebbe somministrato ulteriori dosi letali di insulina attraverso i cateteri venosi, provocando altre tre crisi ipoglicemiche. Tre giorni dopo le dimissioni dall'ospedale, l'ultima flebo fatale sarebbe stata somministrata a casa.

Gli elementi raccolti includono l'analisi forense dei dispositivi informatici sequestrati all'uomo. Gli investigatori hanno accertato che, già dall'aprile 2024, settimane prima che la moglie manifestasse i malesseri poi attribuiti alla patologia, l'indagato aveva effettuato ricerche mirate sui sintomi dell'ipoglicemia grave, sulla diagnosi differenziale dell'iperinsulinismo e sulle metodiche tossicologiche per rilevare un'overdose di insulina. Pochi giorni dopo il decesso, la cronologia del browser ha registrato la consultazione di un saggio di medicina legale sugli omicidi commessi da personale sanitario con farmaci ipoglicemizzanti.

Secondo la ricostruzione, dopo la morte l'uomo avrebbe indotto in errore l'ufficiale dello stato civile di Bussolengo, ottenendo la cremazione del corpo e la tumulazione delle ceneri subito dopo il funerale, in modo da impedire qualsiasi esame autoptico. Nelle intercettazioni telefoniche e ambientali, l'indagato avrebbe espresso soddisfazione per questo. Lo screening urinario eseguito sulla vittima l'8 giugno ha inoltre rivelato la presenza di benzodiazepine non prescritte, che gli inquirenti ritengono fossero somministrate per indurre un sopore profondo e garantirsi libertà d'azione per le infusioni di insulina.

Per completare la messinscena, l'uomo avrebbe alterato in tre versioni diverse una nota di ultime volontà trovata sul telefono della moglie, attribuendole fittiziamente comprensione per una relazione extraconiugale clandestina che il marito intratteneva da mesi con un'altra donna. Dopo la morte, l'uomo ha riscosso un indennizzo assicurativo sulla vita della moglie, incassato a due mesi dal decesso. Nel novembre 2025 avrebbe poi tentato il suicidio nello spogliatoio del pronto soccorso, dopo essessersi appropriato di fiale di fentanyl e morfina dalla cassaforte del reparto; fu trovato esanime dai colleghi con un ago-cannula nel braccio e lasciò lettere d'addio polemiche verso la magistratura e l'Azienda Ospedaliera, che poi lo ha licenziato. La consulenza tossicologica disposta dal pubblico ministero ha rilevato concentrazioni di fentanyl e midazolam palesemente inferiori a quelle attese per un'assunzione letale dei farmaci sottratti.

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Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.