Un elicottero militare italiano è precipitato in Bosnia-Erzegovina, nei pressi della città di Gorice, vicino a Brčko, provocando la morte di quattro persone e il ferimento di undici. Il bilancio è stato comunicato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha riferito come nessuno dei feriti sia in pericolo di vita.

Delle quattro vittime, due appartenevano all'Esercito Italiano e due alla Croce Rossa italiana. Tutte facevano parte della missione Eufor Althea, la forza multinazionale impiegata dall'Unione Europea nelle operazioni di pace in Bosnia-Erzegovina. A bordo del velivolo si trovavano quindici persone, quattro delle quali hanno perso la vita nell'incidente.

«Nessuno di loro versa in pericolo di vita», ha dichiarato Crosetto. La Difesa ha immediatamente disposto l'invio di un'équipe medica italiana per garantire ai feriti il massimo supporto e la migliore assistenza possibile, con l'obiettivo di assicurare loro la migliore cura disponibile sul posto.

Secondo le prime ricostruzioni riportate dalla stampa, l'incidente si sarebbe verificato durante un'esercitazione di routine e sarebbe legato a un'anomalia in fase di decollo: il velivolo, un Chinook, avrebbe iniziato ad avvitarsi su se stesso in un movimento a spirale. Il ministero della Difesa ha però precisato che le cause dell'accaduto sono ancora da accertare, e al momento non risultano conclusioni ufficiali sull'origine del guasto.

Alcune delle vittime erano partite due giorni prima da Viterbo per la missione europea in Bosnia, che i colleghi descrivevano come un lavoro di routine. Tra le vittime figura Simone Ruggia, originario del salernitano, descritto da chi lo conosceva come un ragazzo amato da tutti. La notizia ha colpito le comunità di provenienza dei militari e dei volontari coinvolti.

La missione Eufor Althea opera in Bosnia-Erzegovina con il compito di contribuire alla stabilità del Paese, a distanza di anni dal conflitto degli anni Novanta, e di sorvegliare l'equilibrio politico e militare dell'area. Il contingente è composto da forze di diversi Paesi e l'Italia partecipa con mezzi aerei e personale, tra cui fanti della Brigata Sassari. La presenza italiana punta a evitare l'escalation e a sostenere il mantenimento della pace nella regione.

L'incidente riapre il tema dei rischi che il personale militare affronta anche durante le attività ordinarie di addestramento e di supporto alle missioni internazionali. Le indagini tecniche dovranno chiarire la dinamica esatta del decollo e stabilire se l'anomalia sia riconducibile a un guasto meccanico, a un errore umano o a fattori esterni, come la presenza di ostacoli nell'area di manovra.

3Visualizzazioni

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.