Non solo eccesso di velocità o semaforo rosso. Il Codice della Strada italiano, aggiornato dalla Legge 177 del 25 novembre 2024 ed entrata in vigore il 14 dicembre 2024, contiene una serie di violazioni che molti automobilisti commettono ogni giorno senza rendersene conto. Sono infrazioni che non nascono da comportamenti palesemente pericolosi, ma da abitudini considerate normali, finché non arriva la notifica di una multa. La piena operatività delle norme nel 2026 rende utile un quadro delle principali.
Andare troppo piano, per esempio, è un'infrazione. Il Codice non sanziona solo chi supera i limiti: chi procede a una velocità eccessivamente ridotta rispetto al flusso normale del traffico, senza una ragione giustificata, può essere contestato. La lentezza ingiustificata ostacola la circolazione, crea code e aumenta il rischio di tamponamenti. Su alcune strade esistono limiti minimi di velocità, segnalati da cartelli circolari con sfondo blu e numero bianco: in autostrada, sulla corsia di marcia normale, il limite minimo è generalmente fissato e il mancato rispetto costituisce violazione a tutti gli effetti. Ma anche in assenza di un cartello specifico, procedere a passo d'uomo su una strada a scorrimento veloce senza motivo — per consultare il navigatore, per indecisione o per distrazione — può essere contestato dagli agenti, con sanzione e decurtazione di punti dalla patente. Le pattuglie autostradali intervengono regolarmente, soprattutto nei tratti ad alta densità di traffico o vicino agli svincoli, dove una frenata improvvisa genera situazioni di pericolo reale.
Un altro capitolo riguarda il soccorso ai mezzi di emergenza. Quando si sente la sirena di un'ambulanza o di un mezzo dei vigili del fuoco, il Codice è preciso: i conducenti devono immediatamente sgomberare la carreggiata per consentire il transito dei veicoli in servizio di emergenza con lampeggianti e sirene attivi. In pratica occorre accostare il più possibile a destra, rallentare e fermarsi se necessario. Su strade a doppia carreggiata, chi si trova sulla corsia di sinistra deve spostarsi verso il margine destro della propria corsia. Sulle arterie a più corsie è sempre più diffusa anche in Italia la tecnica del corridoio di emergenza, che prevede che i veicoli nelle corsie di sinistra si spostino verso sinistra e quelli nelle corsie di destra verso destra, creando uno spazio centrale libero: la normativa italiana non la codifica in modo identico a quella tedesca o austriaca, ma la pratica è obbligatoria in molti Paesi europei. Chi non cede la precedenza ai mezzi di soccorso rischia una sanzione amministrativa significativa e la decurtazione di punti. Se il comportamento ha effettivamente ostacolato l'intervento di emergenza, possono aggiungersi conseguenze di carattere penale qualora ne derivino danni a persone. Le telecamere di sorveglianza urbana e i sistemi di monitoraggio del traffico rendono sempre più facile ricostruire la dinamica di questi episodi.
Il parcheggio è forse l'area con la maggiore densità di infrazioni sottovalutate. Oltre ai divieti evidenti — strisce gialle, aree riservate ai disabili, davanti ai passi carrabili — esistono situazioni meno ovvie che generano contestazioni. Sostare in doppia fila anche solo per pochi minuti, con il conducente a bordo, è comunque una violazione se crea intralcio alla circolazione. Parcheggiare sul marciapiede, anche solo parzialmente, è vietato salvo espressa autorizzazione della segnaletica locale. Lasciare l'auto in corrispondenza di un attraversamento pedonale — non necessariamente sopra le strisce, ma nelle immediate vicinanze — è un'infrazione che molti automobilisti ignorano. Poco nota è anche la norma sui veicoli abbandonati o fermi in modo da impedire l'accesso a proprietà private, anche in assenza di cartello specifico: il proprietario del fondo può richiedere la rimozione forzata, con spese a carico del trasgressore che si sommano alla sanzione amministrativa.
Un capitolo a parte meritano i centri storici e le zone a traffico limitato. L'accesso non autorizzato a una ZTL è un'infrazione autonoma, separata e cumulabile con eventuali violazioni di sosta. Con la diffusione delle telecamere di lettura targhe, queste violazioni vengono rilevate in modo automatico e le notifiche arrivano anche settimane dopo il fatto, quando il conducente ha già dimenticato l'episodio. Infine, le gomme stagionali: le norme sugli pneumatici invernali sono consolidate, ma continuano a generare sanzioni ogni anno. In Italia, su molte strade statali e provinciali, l'obbligo di montare pneumatici invernali — o di avere catene a bordo — è in vigore in determinati periodi dell'anno, generalmente da metà autunno a primavera inoltrata, con variazioni locali. Si tratta di regole che non fanno notizia come l'autovelox, ma che incidono sulla vita quotidiana di chi guida.
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