Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha disposto gli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico, per Michele De Rosa, datore di lavoro di Salvatore Calignano, l'operaio di 37 anni morto lo scorso 2 ottobre dopo essere precipitato dal tetto di un capannone a Caivano, in provincia di Napoli. La misura cautelare è stata eseguita dai Carabinieri della stazione e della compagnia di Caivano, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord, la cosiddetta Procura aversana.

De Rosa è indagato per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche e per omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, mentre Calignano era a terra, semicosciente dopo la caduta, il datore di lavoro gli avrebbe rivolto parole tese a modificare la versione dei fatti: «Dici che sei stato investito da una macchina, dici che ti hanno buttato per aria. Non ti preoccupare che tutto si aggiusta, tanto paga l'assicurazione». Un comportamento che, secondo l'accusa, sarebbe stato finalizzato a far apparire l'incidente come estraneo alla dinamica lavorativa e alle condizioni di sicurezza del cantiere.

La vicenda riporta al centro il tema delle morti sul lavoro e delle responsabilità dei datori di lavoro. L'ipotesi dell'omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro è particolarmente grave, perché presuppone la consapevolezza dei rischi e la mancata adozione delle misure necessarie a prevenirli. L'aggravante della violazione delle norme antinfortunistiche, contestata insieme all'omicidio colposo, indica che gli investigatori ritengono che la caduta dal tetto del capannone sia stata resa possibile da carenze nelle protezioni e nelle procedure di sicurezza.

Il provvedimento del gip è arrivato al termine delle indagini preliminari condotte dalla Procura di Napoli Nord e delegate ai Carabinieri di Caivano, che hanno raccolto elementi sul contesto in cui è avvenuto l'infortunio mortale. L'applicazione del braccialetto elettronico accompagna la misura degli arresti domiciliari, una modalità che consente di controllare gli spostamenti dell'indagato in attesa degli sviluppi processuali. La posizione di De Rosa resta quella di una persona sottoposta a indagini, nei cui confronti non è stata ancora formulata una pronuncia definitiva.

La morte di Salvatore Calignano, avvenuta il 2 ottobre a Caivano, si inserisce in un quadro più ampio di incidenti sul lavoro che continuano a verificarsi nel Paese, spesso in contesti di edilizia e manutenzione di strutture industriali. La caduta dal tetto di un capannone è una delle dinamiche più ricorrenti negli infortuni mortali, e proprio su questo fronte si concentrano le norme di prevenzione e i controlli ispettivi. Nel caso specifico, l'inchiesta dovrà accertare quali fossero le condizioni di sicurezza del sito e quali misure fossero state adottate per proteggere i lavoratori impegnati in quota.

Le parole che, secondo l'accusa, il datore di lavoro avrebbe pronunciato subito dopo la caduta assumono un peso rilevante nell'economia dell'indagine. La richiesta di riferire di essere stato investito da un'auto o di essere stato scaraventato in aria, se confermata, configurerebbe il tentativo di orientare la ricostruzione dell'incidente verso una causa esterna all'attività lavorativa, con possibili conseguenze sulla copertura assicurativa. È su questo punto che si concentra l'ipotesi di omissione dolosa di cautele, contestata insieme all'omicidio colposo aggravato.

L'inchiesta della Procura di Napoli Nord prosegue ora con gli accertamenti tecnici e con l'esame della documentazione relativa al cantiere e ai rapporti di lavoro. La misura cautelare disposta dal gip rappresenta il primo passaggio giudiziario di un caso che, nelle prossime settimane, potrebbe arricchirsi di ulteriori elementi, tra consulenze e testimonianze. Per la famiglia di Salvatore Calignano resta il fatto di una morte avvenuta sul luogo di lavoro, mentre per gli inquirenti si tratta di stabilire se e in che misura le condizioni di sicurezza siano state trascurate.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.