È morto dopo cinque giorni di agonia Carmine Sirica, l'infermiere di 54 anni rimasto gravemente ustionato nell'esplosione che il 24 agosto ha devastato l'appartamento in cui viveva a Cassino, in provincia di Frosinone. Il decesso è avvenuto al centro specializzato per grandi ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove l'uomo era stato trasferito subito dopo la tragedia. Le ustioni riportate nella deflagrazione erano estese a gran parte del corpo e, nonostante le cure dei medici, il quadro clinico non è mai migliorato fino all'esito fatale.
Nell'esplosione era rimasta gravemente ferita anche la compagna di Sirica, Katia Adinolfi, che si trova ancora ricoverata nello stesso reparto e continua a lottare per la vita. La vicenda ha sconvolto la palazzina di via Guado Santa Maria, dove la mattina del 24 agosto un violento boato ha squarciato il silenzio della zona. La deflagrazione ha interessato l'appartamento all'ultimo piano dell'edificio, provocando un incendio e devastando parte della struttura. All'interno dell'abitazione si trovavano i due conviventi, entrambi investiti dalle fiamme e dalle onde d'urto.
A dare l'allarme sono stati i residenti e le persone che si trovavano nelle vicinanze. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i soccorritori del 118 e le forze dell'ordine. Le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente complesse dalle condizioni dell'edificio e dalla presenza di macerie. I due feriti sono stati estratti dall'abitazione e affidati alle cure dei sanitari. Vista la gravità delle ustioni, per entrambi è stato disposto il trasferimento immediato al Centro Grandi Ustionati del Sant'Eugenio di Roma. Per Sirica, originario della provincia di Salerno, la situazione è rimasta critica fin dall'inizio: per cinque giorni i medici hanno tentato di fronteggiare le conseguenze delle gravissime ustioni, ma il 29 agosto il suo cuore ha smesso di battere.
Resta ora da chiarire cosa abbia provocato la deflagrazione. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni momento precedente all'esplosione e di individuare l'eventuale origine della fuga che potrebbe aver determinato l'accumulo di gas nell'abitazione. L'ipotesi di una fuga di gas è tra quelle al vaglio, ma saranno gli accertamenti tecnici a stabilire con certezza la causa. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica e verificare eventuali responsabilità. Il lavoro degli inquirenti dovrà fare luce anche sulle condizioni dell'impianto e sull'abitazione, mentre proseguono gli accertamenti dei vigili del fuoco.
La tragedia ha lasciato una comunità sotto shock. La morte di Carmine Sirica trasforma in lutto una vicenda che, dal 24 agosto, aveva tenuto con il fiato sospeso familiari, amici e colleghi dell'uomo. Al Sant'Eugenio continua intanto la battaglia per la vita di Katia Adinolfi, rimasta gravemente ferita nello stesso incendio.
