Alessandro De Giuseppe, inviato del programma televisivo Le Iene, sarà processato per diffamazione aggravata nei confronti dell'avvocato Gian Luigi Tizzoni, storico legale della famiglia di Chiara Poggi. La citazione diretta a giudizio è stata disposta dalla sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Sara Ombra, al termine di un'indagine avviata dalla querela presentata dal legale oltre un anno fa. La prima udienza è fissata per il 20 novembre davanti all'undicesima sezione penale del Tribunale di Milano.
Al centro del procedimento ci sono tre servizi andati in onda su Italia 1 nei mesi successivi alla notizia pubblica della riapertura dell'inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007. Si tratta delle puntate intitolate «Garlasco: una scoperta nelle intercettazioni», trasmessa l'8 aprile 2025, «Cosa ha detto veramente il supertestimone», del 20 maggio 2025, e «Garlasco: ecco chi è il nostro supertestimone», andata in onda il 27 maggio 2025.
Secondo l'accusa, il giornalista avrebbe utilizzato «toni allusivi e insinuanti» nei confronti di Tizzoni, offendendone la reputazione. In particolare, i servizi avrebbero ingenerato nel telespettatore il sospetto che nel 2017 il legale avesse passato atti asseritamente riservati alla difesa del nuovo indagato, Andrea Sempio, per agevolarne la strategia difensiva. È su questo punto che si concentra la contestazione della procura milanese, che ha ritenuto di procedere con la citazione diretta a giudizio del cinquantacinquenne.
La difesa di De Giuseppe, rappresentata dall'avvocato Stefano Toniolo, ha già depositato una memoria difensiva in cui ricostruisce l'origine dei servizi giornalistici e chiedeva l'archiviazione del fascicolo. La richiesta non è stata accolta dalla sostituta procuratrice titolare dell'inchiesta, che ha invece scelto di portare la vicenda davanti a un giudice. Per l'inviato delle Iene si tratta del secondo processo per diffamazione legato ai suoi servizi sull'omicidio di Chiara Poggi: nel 2025 era già stato condannato in primo grado dal Tribunale di Milano per aver diffamato Stefania Cappa, cugina della ventiseienne uccisa a Garlasco, per aver adombrato in un servizio del 2022 un suo coinvolgimento nel delitto.
La querela di Tizzoni si inserisce in un quadro più ampio di iniziative legali. Negli mesi scorsi il legale della famiglia Poggi ha depositato altre decine di querele nei confronti di blogger, giornalisti, youtuber e opinionisti, in relazione alla diffusione di contenuti ritenuti lesivi della propria reputazione. Il procedimento a carico di De Giuseppe rappresenta uno dei primi casi in cui una di queste denunce approda all'apertura di un processo penale.
Il caso Garlasco, tornato di attualità dopo la riapertura dell'inchiesta da parte della Procura di Pavia, continua quindi a produrre conseguenze anche sul piano giudiziario, con un intreccio tra il procedimento principale e i contenziosi legati alla narrazione mediatica del delitto. La posizione di De Giuseppe sarà esaminata dall'undicesima sezione penale del Tribunale di Milano a partire dal 20 novembre, quando si terrà la prima udienza.
