La violenza contro le donne è «un'emergenza di primaria importanza nella vita del nostro Paese, come ovunque». Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine della visita alla Stanza Rosa del Pronto Soccorso dell'ospedale Misericordia di Grosseto, struttura dedicata all'accoglienza delle vittime di violenza di genere.
Il Capo dello Stato ha accompagnato la sua valutazione con i dati sui femminicidi: «I numeri sono negativamente significativi. Nell'anno passato 97 femminicidi. In quest'anno, nel primo semestre, già 34». Numeri che, ha sottolineato, impongono un impegno che non può limitarsi alla repressione dei reati.
«È un impegno pubblico della Repubblica, di tutta la comunità», ha detto Mattarella. «Quello non soltanto di impedire, di reprimere, ma quello di prevenire, cancellando e rimuovendo questa sorta di ritardo, di deficit, di carenza culturale e di assenza di umanità, che è alla base del fenomeno della violenza nei confronti delle donne, nei confronti di chiunque».
Il Presidente ha poi aggiunto una considerazione sul cambiamento di percezione del fenomeno: la violenza contro le donne, ha osservato, «prima non veniva neppure considerato con attenzione adeguata». La visita alla Stanza Rosa di Grosseto, primo centro in Italia per le vittime della violenza di genere, è stata l'occasione scelta dal Capo dello Stato per rilanciare l'allarme e l'appello alla lotta contro i femminicidi.
La struttura del capoluogo toscano rappresenta un modello di accoglienza specializzata per le donne che subiscono violenza. La Stanza Rosa è uno spazio protetto all'interno del Pronto Soccorso, pensato per garantire riservatezza e assistenza immediata alle vittime che vi si rivolgono. La scelta di Grosseto come sede del messaggio presidenziale non è casuale: si tratta del primo centro di questo tipo attivato in Italia.
Le parole di Mattarella arrivano in un contesto in cui il dibattito pubblico sulla violenza di genere è tornato al centro dell'attenzione. I dati citati dal Presidente indicano una tendenza che non accenna a invertirsi: dopo i 97 femminicidi registrati nel 2025, i 34 casi del primo semestre di quest'anno confermano la gravità del fenomeno. Il richiamo presidenziale insiste sulla necessità di un intervento che unisca prevenzione, educazione e rimozione degli ostacoli culturali che alimentano la violenza.
L'appello del Capo dello Stato si rivolge all'intera comunità nazionale, non solo alle istituzioni. La prevenzione, ha spiegato, richiede di rimuovere quel «deficit» culturale che sta alla base delle aggressioni. Un passaggio che sposta l'attenzione dalle sole misure repressive a un impegno più ampio, che coinvolge scuola, famiglia, media e società civile.
La visita alla Stanza Rosa si inserisce nel percorso di attenzione che il Quirinale dedica al tema. La presa di posizione di Mattarella giunge mentre il Paese continua a confrontarsi con i numeri dei femminicidi e con la domanda su quali strumenti siano più efficaci per fermarli. Il Presidente ha indicato una direzione: impedire, reprimere e soprattutto prevenire, intervenendo sulle cause profonde della violenza.
