Nel caso Garlasco c'è una data segnata in rosso sul calendario della difesa di Alberto Stasi, l'unico condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi. I suoi legali sono pronti a calare una serie di «assi» per dare corpo all'istanza di revisione del processo, mentre si profila un autunno segnato da una «guerra» di consulenze e indagini difensive che coinvolge pm e pool di avvocati.
Il genetista Ugo Ricci, consulente dei legali del condannato a 16 anni di carcere, spiega che il lavoro prosegue su diversi fronti in ambito genetico. Gli esperti che affiancano gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis starebbero andando nella direzione di sottoporre alla magistratura bresciana elementi che escludano la presenza di Stasi sulla scena del delitto, senza però coinvolgere Andrea Sempio, l'attuale unico indagato nell'inchiesta bis.
Tra gli elementi al vaglio ci sarebbe la rivalutazione dei residui alimentari nello stomaco di Chiara Poggi per definire la finestra temporale dell'omicidio, spostandola in avanti ed escludendo che l'autore possa essere stato Stasi, impegnato in quei frangenti nella scrittura della tesi di laurea. Un tema affrontato dal medico legale Cristina Cattaneo nel suo recente studio. Un altro argomento ritenuto rilevante per scagionare Stasi riguarderebbe la non riconducibilità a lui del sangue trovato sui pedali della bicicletta.
Il 28 settembre è in teoria il giorno clou da fissare sul calendario, ma nei fatti potrebbe non esserlo. È la data in cui dovrebbe calare il sipario sull'inchiesta bis che vede Andrea Sempio come unico indagato e in cui gli inquirenti dovrebbero depositare gli esiti del lavoro investigativo. Le ultime due consulenze disposte alla fine di agosto dalla Procura sono state affidate all'anatomopatologa Cristina Cattaneo sulla misura del piede di Sempio e la compatibilità con l'impronta trovata nella villetta, lasciata da una scarpa a pallini, e al genetista Carlo Previderé, che dovrà dare risposte sul dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi.
È in svolgimento anche la consulenza dello psichiatra Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e di volere e sulla pericolosità sociale dell'indagato. Intensa è anche l'attività degli esperti della difesa di Sempio. «Stiamo svolgendo diversi approfondimenti su vari temi — dice all'AGI l'avvocata Angela Taccia, che assieme a Liborio Cataliotti assiste l'indagato — ma depositeremo solo le consulenze strettamente connesse ai temi sollevati dalla Procura». Sempio, su suggerimento della difesa, ha rifiutato di sottoporsi alle visite psichiatriche richieste dal professor Catanesi.
Quanto alla parte civile, la famiglia Poggi, tramite l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, chiarisce che «al momento non stiamo facendo nulla, siamo pronti a intervenire per rispondere alle altre parti quando il materiale sarà depositato e qualora ce ne fosse bisogno». Tizzoni sottolinea che la famiglia avrebbe voluto una consulenza sull'impronta 33, ma non è stata concessa, convinti che dimostrerebbe che quell'impronta non è riconducibile a Sempio.
Il 28 settembre la Procura potrà chiedere un'ulteriore proroga di altri sei mesi oppure presentare gli esiti delle consulenze e notificare la chiusura delle indagini a Sempio in vista della richiesta di processarlo. In questa seconda opzione, la difesa di Sempio avrà 20 giorni per presentare altre consulenze o chiedere che l'indagato venga interrogato. È probabile che i legali di Stasi presentino la loro istanza di revisione solo dopo che la Procura di Pavia avrà formalizzato la chiusura delle indagini o la richiesta di rinvio a giudizio.
Nel frattempo, la Procura Generale di Milano, con le magistrate Francesca Nanni e Lucilla Tontodonati, sta studiando l'istanza presentata dal procuratore Fabio Napoleone sulla revisione per decidere se inoltrarla a Brescia. Resta sullo sfondo, ma potrebbe avere un peso notevole, l'indagine della Procura di Brescia sulla presunta corruzione dell'allora procuratore di Pavia Mario Venditti da parte di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, quando l'attuale indagato venne ritenuto innocente nel 2017. L'orientamento sembrerebbe essere quello di un'archiviazione almeno per Venditti, mentre più incerta è la posizione di altri indagati.
