Potrebbe essere vicina la svolta nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura generale di Milano, guidata da Francesca Nanni, starebbe valutando l’avvio dell’iter per la revisione della sentenza con cui Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva nel 2016 a sedici anni di carcere, dopo due assoluzioni precedenti.
Sul tavolo della Nanni, dall’aprile scorso, ci sono le carte arrivate dalla Procura di Pavia. Secondo il procuratore pavese Fabio Napoleone, quegli atti indicano come autore del delitto Andrea Sempio e scagionano Stasi. Nel corso dei mesi si sono aggiunti altri documenti che, secondo la ricostruzione dei legali coinvolti, mostrerebbero come la condanna di Stasi sia stata un errore giudiziario. Per circa sei mesi la Nanni, insieme alla vice Lucilla Tontodonati, ha studiato l’intera vicenda delle indagini su Garlasco.
Nella stessa giornata, il legale della famiglia Poggi, l’avvocato Gianluigi Tizzoni, è stato visto uscire dalla stanza del procuratore generale. Interpellato da Libero, Tizzoni ha spiegato: «Sembrerà incredibile ma non sono andato a parlare di Garlasco». Tizzoni è stato, dopo l’apertura dell’inchiesta bis su Sempio, la voce pubblica della famiglia della vittima, e ha escluso con fermezza la presenza di prove concrete in grado di scagionare Stasi. I genitori della vittima, Rita e Giuseppe Poggi, ritengono che a uccidere la figlia sia stato il fidanzato.
Anche il procuratore generale, che in precedenza rispondeva alle domande sull’iter con la formula «stiamo lavorando», ha cambiato tono: «Non posso dire niente». Secondo quanto riportato, sarebbe plausibile che la Procura generale ascoltasse anche i parenti di Chiara, che a loro volta potrebbero far valere la propria posizione sulla nuova indagine.
Sul fronte della difesa, i legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno preparando in proprio un’istanza di revisione da sottoporre alla Corte d’appello di Brescia. Il lavoro sarebbe prossimo alla conclusione e l’istanza dovrebbe essere depositata nel giro di un paio di settimane. Un’iniziativa analoga della Procura generale milanese, si osserva, ne rafforzerebbe ulteriormente l’autorevolezza.
Fino a poche settimane fa l’ipotesi prevalente indicava una Nanni poco convinta che, nei dieci anni successivi alla condanna, fossero emersi i «fatti nuovi» richiesti dal codice per avviare la revisione di una condanna definitiva. Nell’ultima fase dell’indagine su Sempio sono però emersi elementi rilevanti: in particolare documenti contenuti in un fascicolo riservato trovato nell’archivio dei Ris e i dati grezzi dei computer dello stesso reparto, con tracce delle analisi che smontavano una delle prove chiave del processo a Stasi.
Il procedimento contro Sempio procede in parallelo. La Procura di Pavia ha chiuso le indagini da oltre un mese e la richiesta di rinvio a giudizio dovrebbe essere presentata la settimana prossima. L’imputazione prospettata è di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. I difensori di Sempio si dicono convinti di poter ottenere un’archiviazione prima ancora del rinvio a giudizio.
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