L'appartamento di Ariccia in cui è morta Denise Cosco, la figlia trentacinquenne di Lea Garofalo, è stato posto sotto sequestro dagli inquirenti. Nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della donna, gli investigatori hanno inoltre acquisito un secondo telefono cellulare, che sarà sottoposto ad analisi tecniche nelle prossime settimane. Lo riferiscono fonti investigative, precisando che gli accertamenti proseguono per chiarire le circostanze del decesso.

La prossima settimana sarà ascoltato come persona informata sui fatti il compagno della donna, l'unico presente in casa al momento della tragedia. La sua testimonianza è considerata un passaggio centrale dell'indagine, perché potrebbe contribuire a ricostruire quanto accaduto all'interno dell'abitazione. Gli inquirenti non hanno per ora formulato ipotesi di reato nei confronti di alcuno e mantengono un profilo di cautela, in attesa degli esiti degli accertamenti tecnici e delle dichiarazioni del testimone.

Il sequestro dell'appartamento consente agli investigatori di effettuare ulteriori rilievi sul luogo in cui è avvenuta la morte di Denise Cosco. L'acquisizione del secondo telefono cellulare si aggiunge agli elementi già raccolti e potrà fornire informazioni utili sulla vita della donna e sui suoi contatti nelle ore precedenti il decesso. L'analisi dei dispositivi elettronici è una delle attività tecniche più delicate in questo tipo di indagini, perché richiede tempo e il ricorso a strumenti specialistici per estrarre e verificare i dati contenuti.

Denise Cosco è figlia di Lea Garofalo, la testimone di giustizia calabrese uccisa nel 2009 e la cui vicenda è legata al contrasto alla criminalità organizzata. La morte della figlia ha riacceso l'attenzione su una storia familiare già segnata da un grave lutto e da un lungo percorso giudiziario. In questo contesto, la magistratura procede con particolare riservatezza, evitando dichiarazioni che possano compromettere il lavoro degli inquirenti o alimentare ricostruzioni non verificate.

Le indagini si concentrano ora su due fronti: da un lato l'esame dei luoghi, con l'appartamento di Ariccia posto sotto sequestro; dall'altro l'analisi dei dispositivi elettronici, con il secondo cellulare acquisito di recente. A questi si affianca l'audizione del compagno della donna, prevista per la prossima settimana. Il quadro complessivo resta quindi in evoluzione e gli elementi finora raccolti non consentono ancora di trarre conclusioni definitive sulle cause della morte.

La vicenda ha suscitato ampia attenzione nell'opinione pubblica, anche per il legame con la storia di Lea Garofalo. Gli inquirenti invitano alla prudenza e sottolineano che ogni valutazione dovrà basarsi su riscontri oggettivi. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se i nuovi accertamenti, comprese le analisi sul secondo telefono e la testimonianza del compagno, potranno chiarire i punti ancora oscuri della vicenda.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.