Un militare dell'Esercito di 40 anni, Agostino Di Novo, ha tentato di uccidere la ex compagna all'interno del tribunale di Udine, subito dopo aver ascoltato la sentenza che lo condannava a sei mesi di reclusione per lesioni ai danni della donna. L'uomo è stato arrestato per tentato omicidio.
Secondo la ricostruzione, al termine dell'udienza e dopo la lettura del dispositivo di sentenza, Di Novo si è alzato dal banco degli imputati e si è scagliato contro la ex compagna, colpendola ripetutamente con un oggetto appuntito. La scena si è consumata all'interno dell'aula, davanti a magistrati, personale giudiziario e altre persone presenti.
L'aggressione è avvenuta in un contesto di particolare gravità: l'uomo aveva appena ricevuto una condanna a sei mesi di reclusione per lesioni ai danni della stessa donna. La reazione immediata alla sentenza si è trasformata in un attacco violento, che ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine presenti nel tribunale. Di Novo è stato bloccato e arrestato con l'accusa di tentato omicidio.
La vittima è stata soccorsa e affidata alle cure dei sanitari. Le sue condizioni non sono state rese note nei dettagli, ma la dinamica dell'aggressione — con colpi inferti con un oggetto appuntito — lascia intendere la volontà di fare male in modo grave. L'episodio ha scosso profondamente il tribunale di Udine, dove l'udienza si stava svolgendo per un procedimento che vedeva l'uomo imputato per lesioni ai danni della ex compagna.
Il militare, in servizio nell'Esercito, è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'accusa è di tentato omicidio, un reato che prevede pene severe. Le indagini dovranno chiarire l'esatta sequenza dei fatti e le responsabilità, ma la ricostruzione fornita dalle fonti presenti in aula appare già definita nei suoi tratti essenziali: la sentenza, l'immediata reazione violenta, l'uso di un oggetto appuntito e il ferimento della donna.
L'episodio riporta l'attenzione sul tema della violenza contro le donne, in particolare quando si manifesta all'interno di luoghi istituzionali come i tribunali, dove le vittime si recano per ottenere giustizia. Il caso di Udine mostra come il momento della sentenza possa rappresentare un passaggio di estrema pericolosità, soprattutto quando l'imputato non accetta l'esito del processo.
Non è la prima volta che episodi di violenza si verificano in aula o nei corridoi dei palazzi di giustizia. Le misure di sicurezza nei tribunali sono da tempo oggetto di attenzione, ma la rapidità con cui si è consumata l'aggressione di Udine suggerisce quanto sia difficile prevenire reazioni improvvise e violente da parte di chi è appena stato condannato.
Agostino Di Novo, 40 anni, militare dell'Esercito, dovrà ora rispondere di tentato omicidio. La ex compagna, che aveva sporto denuncia per lesioni e aveva ottenuto una condanna a sei mesi per l'uomo, si trova ora a fare i conti con le conseguenze di un'aggressione avvenuta proprio nel luogo in cui aveva cercato tutela. L'inchiesta è aperta e gli accertamenti sono in corso.
