Il tribunale di Sorveglianza di Torino si è riservato sulla richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour di 72 anni, in carcere a Bollate dal 17 luglio scorso. L'udienza, durata una quindicina di minuti, si è svolta con Roggero collegato in videoconferenza dall'istituto penitenziario. L'uomo non ha parlato: ha ascoltato. I giudici hanno preso tempo e la decisione è attesa nei prossimi giorni.
La difesa, coordinata dal professor Sergio Novani con l'avvocato Stefano Marcolini, ha chiesto il differimento della pena in attesa che il Capo dello Stato si pronunci sulla domanda di grazia, per la quale è partita l'istruttoria. In subordine, la detenzione domiciliare. «Abbiamo discusso e i giudici si sono riservati, ora aspettiamo con pazienza la decisione nei prossimi giorni», ha dichiarato Marcolini. Il legale ha spiegato che la richiesta si fonda su una norma del codice penale che non ha precedenti in giurisprudenza: «Anzi, non ce ne sono proprio».
La procura generale, nella persona del dottor Avenati Bassi, ha espresso parere negativo sulla concessione. Lo stesso magistrato, ha fatto sapere Marcolini, «per ironia della sorte, aveva sostenuto l'accusa anche in appello». Nonostante il parere contrario, la difesa resta fiduciosa: «Non ragiono mai in termini di speranza: la possibilità di accoglimento c'è».
Roggero è detenuto da 56 giorni. Condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per essersi difeso durante una rapina impugnando l'arma, il 28 aprile 2021, quando due banditi morirono. Per un uomo di 72 anni, compiuti il 5 maggio scorso, la pena equivale di fatto a un ergastolo. La difesa insiste sul differimento in attesa della grazia: dalla data della pronuncia della Cassazione, la legge prevede sei mesi per poter godere di un eventuale differimento. «Questi sei mesi scadono a gennaio - ha spiegato Marcolini -, quindi intanto ci siamo già mangiati una cinquantina di giorni, tra un rimpallo e l'altro».
Il caso Roggero si intreccia con un conflitto di competenza tra Torino e Milano, nato a luglio scorso e che sarà discusso l'11 novembre in Cassazione. Proprio per questo è in programma un'altra udienza il 16 settembre al tribunale di Sorveglianza di Milano, dove Roggero parteciperà in presenza. Anche in quel caso si discuterà un eventuale differimento di pena, sempre in attesa della decisione sulla grazia. Due udienze sulla stessa questione, conseguenza del conflitto tra i due tribunali.
La vicenda processuale ha suscitato ampia attenzione per le sue implicazioni: un anziano gioielliere che si è difeso da una rapina e che ora si trova a scontare una pena lunga in carcere. La difesa continua a procedere passo dopo passo, in un percorso a ostacoli. La decisione del tribunale di Sorveglianza di Torino è attesa nei prossimi giorni, possibilmente prima dell'udienza milanese del 16 settembre.
