Un cadavere fatto a pezzi è stato trovato in un appartamento di Torino. La vittima è un uomo sulla quarantina. Il corpo era nascosto in sacchi neri, accanto sono stati trovati un paio di coltelli. Gli investigatori indagano per omicidio e stanno ascoltando diverse persone informate sui fatti per ricostruire l'accaduto e i rapporti tra i soggetti coinvolti.

Il ritrovamento è avvenuto in via Gulli 46, nel quartiere Borgo Vittoria. L'appartamento è di proprietà di una donna, una professoressa originaria di Rieti. Secondo quanto emerso, sul corpo della vittima sono stati riscontrati diversi segni di violenza: l'uomo sarebbe stato ucciso a bastonate e a coltellate prima di essere fatto a pezzi. Sul posto è intervenuta la squadra mobile, che ha avviato le indagini.

La segnalazione che ha portato al ritrovamento sarebbe arrivata da una telefonata al 112. Stando a quanto ricostruito, una persona avrebbe detto: «Mio figlio ha fatto del male a uno». Gli inquirenti stanno verificando il contenuto della chiamata e il contesto in cui è avvenuta. Al momento non risultano persone fermate o arrestate.

Il quartiere Borgo Vittoria, dove si trova l'appartamento, è una zona residenziale di Torino. Un vicino, interpellato dagli investigatori, ha riferito che nell'abitazione c'era sempre un via vai di persone. Questo elemento è al vaglio degli inquirenti, che cercano di capire chi frequentasse l'appartamento e quali fossero i rapporti tra la proprietaria e la vittima.

Le indagini sono coordinate dalla procura di Torino. Gli agenti della squadra mobile stanno acquisendo elementi utili a chiarire la dinamica dell'omicidio e a identificare eventuali responsabili. Tra le piste seguite c'è quella che porta a un possibile coinvolgimento di familiari della proprietaria dell'immobile, ma si tratta di verifiche in corso e nessuna ipotesi è al momento confermata.

L'autopsia sul corpo della vittima sarà decisiva per stabilire con precisione le cause della morte e la sequenza degli eventi. Gli investigatori dovranno anche chiarire dove e quando l'uomo sia stato ucciso, e come il cadavere sia stato ridotto in pezzi. L'appartamento è stato posto sotto sequestro per consentire i rilievi scientifici.

La professoressa proprietaria dell'immobile è originaria di Rieti. Al momento non è chiaro se fosse presente in casa al momento del ritrovamento né quale sia il suo ruolo nella vicenda. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, che proseguono senza sosta per fare luce su un caso che presenta ancora molti punti oscuri.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.