Il regista Tinto Brass è morto a Roma all'età di 93 anni. La notizia è stata diffusa dalla moglie, Caterina Varzi, e dai figli Bonifacio e Beatrice Brass, che l'hanno comunicata all'Ansa. Secondo la famiglia, il decesso è avvenuto intorno alle 10.30 nella capitale, dove il regista viveva con la moglie.

Nato a Milano il 26 marzo 1933 come Giovanni Brass, il regista doveva il suo nome d'arte al nonno, il pittore goriziano Italico Brass, che lo ribattezzò Tintoretto, poi accorciato in Tinto. Il suo orizzonte artistico restò a lungo legato a Venezia: nel 1957 sposò Carla Cipriani, figlia del fondatore dell'Harry's Bar, scomparsa nel 2006. Sul set, la moglie lo seguiva sempre e veniva chiamata «Tinta», in assonanza con il suo nome.

La carriera cinematografica di Brass ha origine nella Nouvelle Vague e nel Neorealismo, anche se la fama internazionale arrivò con i film di genere erotico. Alla fine degli anni Cinquanta trascorse un biennio come archivista e si esercitò nell'arte del montaggio presso la Cinémathèque di Parigi. Esordì nel 1963 con «Chi lavora è perduto», presentato alla Mostra del cinema di Venezia. L'anno successivo Umberto Eco gli commissionò due cortometraggi sperimentali sul linguaggio visivo per la Triennale di Milano. Seguirono film in generi diversi, dal western «Yankee» al giallo «Col cuore in gola», fino a «L'urlo», in concorso a Berlino, e «La vacanza», con Vanessa Redgrave e Franco Nero.

La svolta arrivò con «Salon Kitty» (1976) e «Caligola» (1979). Il secondo, concepito come satira del potere, fu rimontato dai produttori contro la sua volontà con sequenze esplicite; Brass chiese di togliere il proprio nome dai titoli e restò accreditato solo per le riprese principali. Da quel momento l'erotismo divenne la sua cifra, con titoli come «La chiave» (1983), «Miranda», «Capriccio», «Paprika», «Così fan tutte», «L'uomo che guarda», «Monella», «Trasgredire», fino a «Senso '45» (2002) e «Monamour» (2006). Continuò a girare oltre i settant'anni, e il suo nome divenne sinonimo di un genere.

Amato, contestato e spesso frainteso, Brass fu anche al centro di polemiche: a Venezia, nel 1995, finì accusato di esibizione oscena. Nel 2010 si candidò con i Radicali. Il 18 aprile dello stesso anno subì un'emorragia cerebrale. Dal 2017 era sposato con l'avvocata Caterina Varzi.

Negli ultimi mesi il regista viveva a Isola Farnese, il borgo romano dove risiedeva da oltre cinquant'anni, rimasto isolato per una frana a gennaio. Alla soglia dei novantatré anni aveva scritto al presidente Mattarella, affidando il testo alla moglie, e aveva ricordato di avere «da tempo fatto i conti con la morte». Alla Mostra di Venezia di quest'anno gli erano stati assegnati il Premio Pietro Bianchi dei giornalisti cinematografici e un omaggio con «Col cuore in gola» restaurato, ma non era presente. Il suo nome resta legato alla storia del cinema erotico italiano.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.