Il Leone d'oro per il miglior film dell'83esima Mostra del Cinema di Venezia va a «Woman Unknown» di May el-Toukhy. La regista danese si aggiudica il massimo riconoscimento della kermesse lagunare, mentre la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile va a Mathilde Arcel, protagonista dello stesso film. È il suggello di una edizione che ha visto il cinema nordamericano e quello europeo dividersi i premi principali, con una significativa presenza italiana nelle sezioni collaterali.
Il Premio speciale della giuria è stato assegnato a «Naza» di Yuval Abraham e Rachel Szor, il film che ha alimentato il dibattito politico in sala stampa per il suo racconto delle vittime collaterali delle operazioni dell'Idf a Gaza. La giuria, presieduta da Alexander Payne, ha scelto di premiare un'opera che ha diviso la critica e il pubblico, confermando la vocazione della Mostra a ospitare titoli capaci di generare confronto. Il riconoscimento arriva al termine di una kermesse segnata da polemiche e da una partecipazione internazionale particolarmente ampia.
La Coppa Volpi per il miglior attore è andata a John Malkovich per «Wild Horse Nine». L'attore statunitense, veterano di Hollywood con una lunga carriera alle spalle, ha ricevuto il premio in una delle serate conclusive della Mostra. Il Gran premio della giuria è stato assegnato a «Possible Love» di Lee Chang-dong, mentre il Leone d'argento per la miglior regia è andato a «Dau» di Ilya Khrzhanovsky. Il premio per la miglior sceneggiatura è stato attribuito a «Un bon petit soldat» di Stéphane Brizé.
Nella sezione Orizzonti, il premio per il miglior film è andato a «Un détour par Diane (Diane in the Loop)» di Ann Sirot e Raphaël Balboni. Il riconoscimento per la miglior interpretazione maschile è stato assegnato a Riccardo Scamarcio per «I figli della scimmia» di Tommaso Landucci. L'attore italiano ha dedicato il premio «a tutti i papà del mondo, quindi anche il mio», e ha voluto condividere il riconoscimento con Andrea Aggio, il bambino che interpreta suo figlio nel film, esclamando «Andrea, abbiamo vinto!». Il premio per la miglior interpretazione femminile in Orizzonti è andato a Laleh Marzban per «Moragheb», mentre il miglior cortometraggio è «Quelques instants de bonheur» di Shaden Safieddine Tazi.
Il Premio Marcello Mastroianni per la miglior attrice emergente è stato conferito a Malou Khebizi per «15/18 (A Place to Heal)». Il Premio Venezia Opera prima è andato a «La Maison du vent» di Auguste Bernard Kouemo Yanghu. Mathilde Arcel, ricevendo la Coppa Volpi, ha dedicato il riconoscimento «alle migliaia di donne che hanno sofferto e vissuto l'esperienza che raccontiamo in questo film», sottolineando il valore civile della storia interpretata. La cerimonia di chiusura si è svolta nella sala stampa della Mostra, con applausi per tutti i premiati al termine della kermesse.
L'83esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si conferma così uno dei principali appuntamenti internazionali per il settore cinematografico, capace di attirare produzioni da tutto il mondo e di orientare il dibattito critico della stagione. I premi assegnati riflettono un equilibrio tra autori affermati e nuove voci, con una significativa attenzione alle opere provenienti da aree geografiche diverse. Per il pubblico italiano, il riconoscimento a Riccardo Scamarcio rappresenta uno dei momenti più significativi di questa edizione, insieme alla presenza di titoli che hanno animato il confronto sulle pagine dei giornali e sui social network durante le giornate della Mostra.
