Nel 2026 i contribuenti italiani possono ancora accedere a una serie di agevolazioni fiscali per la casa, dai condizionatori alle colonnine di ricarica per auto elettriche, fino agli elettrodomestici e agli interventi di riqualificazione energetica. Le misure hanno scadenze e requisiti diversi, e in alcuni casi i mesi finali dell'anno rappresentano l'ultima occasione per usufruirne.
La novità più recente riguarda il bonus colonnine. Dal 22 settembre i consumatori potranno richiedere il contributo del Mimit per l'installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. Le domande vanno presentate attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia. La misura, prevista nel programma pluriennale per il settore automotive, dispone di 68 milioni di euro fino al 2030. Il contributo copre l'80 per cento delle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera delle infrastrutture, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente. Il limite sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Anche per il 2026 è attivo il bonus condizionatori, prorogato dalla legge di Bilancio fino al 31 dicembre. Non si tratta di una misura unica, ma di un insieme di incentivi che permettono di recuperare una parte consistente della spesa per l'acquisto e il montaggio dell'impianto. L'agevolazione consente di detrarre dall'Irpef il 36 per cento della spesa, percentuale che sale al 50 per cento se l'immobile è adibito ad abitazione principale. La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo. Non sono necessari lavori di ristrutturazione: basta installare o sostituire un vecchio impianto con un condizionatore a pompa di calore o ad alta efficienza energetica. Sono esclusi i sistemi alimentati esclusivamente da combustibili fossili. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori è obbligatoria la comunicazione telematica all'Enea con i dati tecnici. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, con causale contenente il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario, la partita Iva dell'installatore e gli estremi della fattura. Pagamenti in contanti o con carta non danno diritto al beneficio.
Per quanto riguarda mobili ed elettrodomestici, è prevista una detrazione Irpef per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione si calcola su un importo massimo di 5.000 euro per il 2026, comprensivo delle eventuali spese di trasporto e montaggio, e va ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Il pagamento deve essere effettuato con bonifico o carta di debito o credito; non sono ammessi assegni bancari, contanti o altri mezzi. Se si paga con bonifico, non è necessario utilizzare quello soggetto a ritenuta predisposto per le spese di ristrutturazione edilizia. Possono beneficiare della detrazione coloro che acquistano entro il 31 dicembre 2026 mobili ed elettrodomestici nuovi di classe non inferiore alla A per i forni, alla E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, alla F per frigoriferi e congelatori, e che hanno realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal primo gennaio dell'anno precedente a quello dell'acquisto. Indipendentemente dall'importo delle spese per i lavori, è possibile fruire di una detrazione del 50 per cento calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per il 2026, riferito complessivamente alle spese per mobili e grandi elettrodomestici. Il limite massimo di spesa riguarda la singola abitazione, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell'edificio oggetto di ristrutturazione. Chi esegue lavori su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
Infine, il bonus riqualificazione energetica consente ai contribuenti che eseguono interventi per aumentare l'efficienza energetica degli edifici esistenti di detrarre una parte delle spese sostenute dall'Irpef o dall'Ires. I titolari di reddito d'impresa possono usufruire della detrazione per gli immobili posseduti o detenuti, a prescindere dalla destinazione o qualificazione. Oltre ai proprietari, possono fruire dell'agevolazione i titolari di un diritto reale sull'immobile, i condòmini per gli interventi sulle parti comuni, gli inquilini e i comodatari. La detrazione può essere utilizzata anche dal familiare convivente o da chi detiene l'immobile oggetto dell'intervento, come coniuge, componente dell'unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado, e dal convivente more uxorio. La detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo. Per le spese sostenute negli anni 2025 e 2026, la detrazione spetta nella misura del 36 per cento, elevata al 50 per cento in caso di abitazione principale. Per le spese sostenute nel 2027, invece, la detrazione è del 30 per cento, ovvero del 36 per cento in caso di abitazione principale. Non sono detraibili le spese per sostituire impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
