In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi, l'internazionalizzazione è diventata una sfida sempre più complessa per la filiera italiana del legno-arredo. È il messaggio emerso dall'Assemblea generale di FederlegnoArredo, svoltasi nel Salone d'Onore della Triennale di Milano, che ha segnato anche il passaggio di consegne alla presidenza dell'associazione.

Claudio Feltrin lascia la guida di FederlegnoArredo a Elia Vismara, eletto per il quadriennio 2026-2030. Il cambio al vertice è avvenuto nel giorno dell'assemblea, e il tema dell'export ha dominato il confronto tra gli associati. Le opportunità commerciali per le imprese, spiegano le fonti, si stanno ridisegnando sotto la spinta delle tensioni internazionali, e questo rende più difficile per il sistema produttivo tenere il passo sui mercati esteri.

Vismara ha sottolineato come portare il Made in Italy in nuovi mercati sia un'operazione complicata. Il nodo, nelle sue parole, non riguarda soltanto la domanda estera: è la capacità delle imprese di essere messe nelle condizioni concrete di raggiungere quei mercati a fare la differenza. Una formula che sposta l'attenzione dal prodotto alle condizioni di contorno, cioè agli strumenti e al contesto in cui le aziende si muovono.

Il quadro delineato dall'associazione riflette le preoccupazioni diffuse tra le imprese esportatrici. Dazi e barriere agli scambi comprimono i margini e rendono più incerta la pianificazione degli investimenti all'estero. Per una filiera che ha nell'arredo italiano un marchio riconosciuto nel mondo, la tenuta delle esportazioni resta un fattore decisivo per la competitività complessiva del settore, sia per le grandi realtà sia per le piccole e medie imprese che compongono la base produttiva.

Il passaggio di consegne ha dunque un significato che va oltre la dimensione formale. Feltrin lascia un'associazione che ha accompagnato il settore nella fase di riposizionamento sui mercati internazionali, mentre Vismara eredita un mandato che si apre su un tema centrale: favorire l'accesso ai mercati esteri in una fase di maggiore incertezza. Il lavoro dei prossimi quattro anni, quindi, sarà misurato soprattutto sulla capacità di rendere concreto questo obiettivo per le aziende associate.

Sul piano operativo, le fonti disponibili non riportano dettagli su misure specifiche, programmi di spesa o impegni quantificati, né indicano scadenze precise per eventuali iniziative. Non emergono neppure valutazioni numeriche sull'andamento recente dell'export della filiera. Saranno le prossime fasi di lavoro dell'associazione a chiarire quali strumenti verranno messi in campo per sostenere le imprese nella ricerca di nuovi sbocchi commerciali.

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Autore

Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.