La cantina Ferrari, storica casa di spumanti di Trento, compie 75 anni di attività sotto la guida della famiglia Lunelli, che nel 1952 ne rilevò il marchio e ne fece uno dei simboli internazionali delle bollicine italiane. La vicenda è raccontata nel libro «Un'arte di famiglia», scritto da Camilla Lunelli, direttrice della comunicazione del Gruppo Lunelli, e pubblicato da Sperling & Kupfer.
Quando Bruno Lunelli acquistò la cantina dal fondatore Giulio Ferrari, la produzione era di circa 8.000 bottiglie. Nella trattativa il marchio aveva attirato anche altri potenziali acquirenti, tra cui un produttore di panettone. Bruno finanziò l'operazione con un debito bancario, con l'obiettivo preciso di ampliare la produzione. Giulio Ferrari restò come responsabile del controllo qualità e consulente fino alla morte, avvenuta nel 1965, garantendo così una continuità di metodo e di standard in una fase di passaggio delicata per l'azienda.
La crescita fu rapida. Entro il 1965 la produzione era aumentata di circa dieci volte e nel 1982 la cantina superò il milione di bottiglie. Nello stesso anno il marchio comparve in tutto il mondo durante le celebrazioni per la vittoria dell'Italia ai Mondiali di calcio, un passaggio che contribuì a farne un nome noto anche fuori dai confini nazionali. Il salto dimensionale, dunque, non fu solo una questione di volumi, ma anche di visibilità internazionale costruita nel giro di pochi decenni.
La seconda generazione, rappresentata da Franco, Gino e Mauro Lunelli, ha affiancato alla crescita produttiva una strategia di prodotto più articolata. Mauro Lunelli è stato il promotore del lancio di linee come il Rosé, il Perlé e il Giulio Ferrari Riserva, che hanno ampliato l'offerta oltre il prodotto di base e ne hanno rafforzato il profilo di prestigio. Nel 2011 Matteo Lunelli, terza generazione, è diventato presidente e amministratore delegato del gruppo, raccogliendo la guida di un'azienda ormai presente su più mercati.
La svolta internazionale è proseguita nei decenni successivi. Dal 2020 e fino al 2024 Ferrari è stato lo spumante ufficiale dei podi della Formula 1, una collaborazione che ha portato il marchio davanti a un pubblico globale. La crescita è stata particolarmente forte negli Stati Uniti, in Cina, in Russia e in Francia, mercati in cui il prodotto ha progressivamente guadagnato spazio nella fascia alta del settore.
Il Gruppo Lunelli comprende oggi anche grappa, vini fermi, acqua minerale, il marchio di Prosecco Superiore e un ristorante con stella Michelin, a conferma di una diversificazione che va oltre le sole bollicine. Nel 2025 i vini Ferrari sono stati serviti per un brindisi durante una visita di re Carlo III e della regina Camilla, un riconoscimento che ha ulteriormente segnalato il livello raggiunto dalla cantina trentina.
Il libro di Camilla Lunelli si propone infine un obiettivo preciso: smentire l'idea diffusa secondo cui le generazioni successive alla prima tendono a distruggere le imprese familiari. La storia della famiglia Lunelli, che da una piccola cantina ha costruito un gruppo con più attività e una presenza internazionale, viene proposta come esempio del contrario.
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