Il G7 ha deciso un rilascio coordinato di 100 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi attraverso l'Agenzia internazionale dell'energia per raffreddare la crisi dei carburanti e scongiurare una nuova corsa ai prezzi. L'accordo, raggiunto nel corso di una videoconferenza convocata dalla Francia presidente di turno, prevede che il rilascio parta immediatamente e si sviluppi nell'arco di quattro mesi, con una quota significativa destinata al diesel concentrata nei primi 20 giorni.
Nel comunicato finale i leader dei Sette sottolineano che la decisione arriva in un contesto di «volatilità senza precedenti» sui mercati petroliferi, con prezzi in forte aumento e rischi per la stabilità economica. Oltre al rilascio delle scorte, il gruppo si impegna a coordinare la manutenzione delle raffinerie, ad aumentarne temporaneamente l'utilizzo dove possibile e a sollecitare i Paesi con maggiore capacità di raffinazione ad accrescere la produzione, soprattutto di gasolio.
Il G7 ribadisce inoltre l'impegno a non introdurre restrizioni alle esportazioni di energia tra i Paesi membri e chiede all'Aie di monitorare l'impatto delle misure con un rapporto entro 20 giorni. Nel documento viene condannata l'interruzione del commercio internazionale e della sicurezza energetica nello Stretto di Hormuz, mentre restano confermate le sanzioni contro la Russia, con l'obiettivo di limitarne le ricadute sui mercati di carburanti, gas e altre materie prime.
L'intesa chiude almeno per il momento uno dei fronti più delicati delle ultime ore. Prima della riunione Washington aveva aumentato la pressione sui Paesi europei affinché attingessero maggiormente alle proprie riserve strategiche di gasolio e, secondo fonti citate dall'Afp e da Reuters, aveva ventilato la possibilità di limitare le esportazioni di diesel verso l'Europa in caso di mancato accordo. L'Unione europea aveva respinto apertamente questa ipotesi, avvertendo che una restrizione avrebbe aggravato le tensioni sul mercato e danneggiato la fiducia tra partner.
Dopo la videoconferenza, il presidente francese Emmanuel Macron ha escluso questo scenario: «Non ci sarà alcun divieto» sulle esportazioni di diesel tra i membri del G7. Le misure concordate, ha aggiunto, dovrebbero contribuire a ridurre i prezzi del carburante. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore le decisioni del G7 sui carburanti: «I nostri cittadini hanno bisogno e meritano un'energia accessibile. Come G7, coordineremo da vicino per raggiungere questo obiettivo. Accogliamo con favore la decisione dei Paesi del G7 di non imporre divieti all'esportazione verso gli alleati e la solidarietà continua tra i partner», ha scritto su X, aggiungendo che l'Ue sostiene un rilascio coordinato da parte dell'Aie delle scorte di carburante, mantenendo la rotta sulla transizione pulita per ottenere maggiore sicurezza energetica.
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla riunione straordinaria in videocollegamento dedicata alla sicurezza energetica. Nel suo intervento ha condiviso le iniziative del Governo per contenere l'impatto dei rincari su famiglie e imprese: il tetto ai prezzi dei carburanti ottenuto dalle principali compagnie petrolifere, gli interventi sulle accise e le proposte presentate dall'Italia alla Commissione europea. Meloni ha inoltre sostenuto un'azione coordinata sulle scorte mirata sul gasolio e ha rilanciato la proposta di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo.
La crisi non riguarda soltanto il prezzo del petrolio greggio. È soprattutto il mercato dei prodotti raffinati a preoccupare governi e operatori in vista dell'inverno. La riduzione della capacità di raffinazione e della produzione in Medio Oriente e in Russia, insieme allo stop o alla riduzione delle esportazioni cinesi di carburanti, ha ristretto ulteriormente la disponibilità di diesel sui mercati internazionali. I leader del G7 torneranno a riunirsi nei prossimi giorni in sede Aie per valutare ulteriori rilasci di diesel, se necessari, e hanno invitato i Paesi con significative capacità di raffinazione ad aumentare la produzione mondiale di prodotti raffinati, con particolare attenzione al gasolio.
Il gruppo intende anche coordinare i calendari di manutenzione delle raffinerie per evitare che più impianti vengano fermati contemporaneamente e punta ad aumentare temporaneamente i tassi di utilizzo delle capacità esistenti, laddove possibile. Si tratta di misure pensate per agire sulla disponibilità effettiva di carburante, non solo sui prezzi, in un mercato dove la carenza di raffinazione pesa quanto l'offerta di greggio.
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