Nvidia continua a correre più veloce delle attese di Wall Street e prova a spazzare via i timori di un rallentamento del boom dell'intelligenza artificiale. Nel secondo trimestre dell'esercizio fiscale 2027 il colosso dei chip ha registrato ricavi per 96,22 miliardi di dollari, contro i 92,17 miliardi previsti dagli analisti, più che raddoppiati rispetto ai 46,7 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. L'utile per azione adjusted si è attestato a 2,22 dollari, sopra i 2,10 dollari attesi.

A rassicurare maggiormente gli investitori è stata soprattutto la prospettiva indicata per il futuro. La direttrice finanziaria Colette Kress ha affermato che Nvidia prevede per l'esercizio fiscale 2028 una crescita dei ricavi del 70%, nettamente superiore al circa 44-45% stimato dagli esperti. La previsione ha contribuito a spingere il titolo in rialzo e suggerisce come, almeno per Nvidia, la corsa agli investimenti nell'IA sia ancora lontana dall'esaurirsi.

Per l'amministratore delegato Jensen Huang, il punto non è soltanto la domanda di nuovi chip. «Il quadro generale è che stiamo attraversando un cambio di piattaforma e questo riguarda ogni azienda informatica». Secondo Huang, come riporta il Wall Street Journal, i grandi laboratori che sviluppano modelli di frontiera sono destinati a diventare «alcune delle aziende tecnologiche più importanti della storia». Nel comunicato pubblicato dalla società, Huang parla di 'inflection point', un vero punto di svolta. La tesi di Nvidia è che la necessità di potenza di calcolo continuerà quindi a crescere rapidamente.

I grandi sviluppatori di intelligenza artificiale hanno bisogno di quantità sempre maggiori di infrastrutture per addestrare e far funzionare i propri modelli e, secondo il gruppo, resteranno dipendenti ancora a lungo dall'hardware Nvidia. Huang si è detto poco preoccupato anche dalla decisione di alcuni dei principali clienti, tra cui OpenAI e Anthropic, di progettare processori personalizzati. Questi chip sono generalmente destinati a funzioni più ristrette e specifiche. «Noi stiamo costruendo qualcosa di molto diverso», ha affermato, aggiungendo di aspettarsi che i grandi laboratori di IA continuino a fare affidamento sull'infrastruttura Nvidia. «Sono felice di essere loro amico. Sono felice di collaborare con loro. Sono felice che contino su di noi per crescere».

I conti record non cancellano però i dubbi che negli ultimi mesi hanno iniziato a pesare sul mercato. Il principale riguarda la distanza tra le enormi somme investite nei data center e nelle infrastrutture per l'IA e i profitti che le applicazioni basate sull'intelligenza artificiale riescono per ora a generare. È uno dei principali interrogativi evidenziati dal Wall Street Journal nell'analisi dei risultati. Nvidia si trova sempre più direttamente coinvolta nel finanziamento di questa espansione, soprattutto dopo l'annuncio di una collaborazione con alcuni dei principali operatori finanziari di Wall Street per fornire garanzie parziali fino a 500 miliardi di dollari per il finanziamento di data center, con l'obiettivo di consentire ai clienti di acquistare e utilizzare una quantità crescente dei suoi chip.

La società ha inoltre accettato di sostenere un grande progetto di data center di OpenAI in Ohio, assumendosi potenzialmente rischi per miliardi di dollari nel caso in cui i piani di locazione della struttura non dovessero concretizzarsi. Kress ha difeso questa strategia dalle critiche di chi parla di una forma di «finanziamento circolare». «Riconosciamo la portata di questo sostegno e sappiamo che alcuni lo definiranno finanziamento circolare. Noi la vediamo diversamente», ha affermato durante la conference call sui conti, sostenendo che i rendimenti sul capitale investito saranno «eccellenti».

Ci sono poi segnali meno favorevoli nei conti. Nvidia non prevede ricavi dai data center in Cina nel prossimo trimestre e deve affrontare il forte aumento dei prezzi dei chip di memoria, che sta incidendo sui margini. Secondo le indicazioni fornite dalla società, e riportate anche dalla Cnbc, il margine lordo dovrebbe leggermente scendere prima di stabilizzarsi definitivamente. Anche la concorrenza è destinata ad aumentare, con gli occhi puntati principalmente su AMD e Google, ma si sottolinea anche il rischio rappresentato dagli stessi grandi clienti di Nvidia che stanno sviluppando processori proprietari.

Nel documento trimestrale Nvidia ha indicato il debito tra i fattori di rischio per la società. Secondo Cnbc, al 26 luglio il gruppo aveva 33,5 miliardi di dollari di obbligazioni in circolazione e un programma di titoli di debito a breve termine fino a 25 miliardi. Circa 15 miliardi di debito scadranno tra uno e cinque anni, contro i 2,75 miliardi indicati nel trimestre precedente. Il quadro che emerge dai risultati resta quindi quello di una società che continua a crescere a ritmi eccezionali, ma che si trova ormai al centro non soltanto tecnologico ma anche finanziario della corsa globale all'intelligenza artificiale. Per Huang, questa trasformazione è ancora nelle sue fasi iniziali.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.