L'Italia ha preso parte al Business Forum Ue-Somalia 2026, tenutosi a Mogadiscio, con una delegazione coordinata dall'ambasciata d'Italia in Somalia e incentrata sulla pesca e sull'economia blu. L'evento, durato due giorni, ha riunito funzionari governativi, diplomatici internazionali, leader del settore privato, investitori e partner per lo sviluppo con l'obiettivo di aprire i mercati somali ad alto potenziale agli investitori europei.

La delegazione italiana ha riunito rappresentanti del Sistema Italia, tra cui l'ambasciatore Pier Mario Daccò Coppi, Fabio Minniti, titolare dell'ufficio di Nairobi dell'Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics), e Claudio Pasqualucci, direttore dell'Ufficio dell'Agenzia Ice di Addis Abeba, responsabile anche per la Somalia, insieme a esponenti del settore privato. Secondo quanto riferito dall'ambasciata, la partecipazione ha rispecchiato un approccio coordinato che combina impegno diplomatico, cooperazione allo sviluppo, promozione del commercio e degli investimenti e coinvolgimento del settore privato, nel quadro degli sforzi europei per rafforzare i partenariati economici con la Somalia.

Il forum, intitolato «Investire in Somalia: sbloccare mercati ad alto potenziale», ha rappresentato una piattaforma per esplorare opportunità di investimento, promuovere partnership tra imprese somale ed europee e discutere le condizioni necessarie per sbloccare il potenziale economico del Paese e sostenere uno sviluppo sostenibile del settore privato. «L'Italia è impegnata a rafforzare il proprio partenariato con la Somalia e a sostenere le opportunità che contribuiscono a una crescita sostenibile e inclusiva, alla creazione di posti di lavoro e all'aumento degli investimenti. Il Business Forum Ue-Somalia offre una piattaforma importante per trasformare queste opportunità in iniziative concrete», ha affermato l'ambasciatore Daccò Coppi.

Tra i principali appuntamenti del forum si è svolta la tavola rotonda «Pesca ed economia blu: trasformare il litorale somalo in prosperità sostenibile». I rappresentanti del ministero somalo della Pesca e dell'Economia blu, di Aics Nairobi e del settore privato somalo della pesca hanno esaminato come le risorse marine possano favorire crescita sostenibile, inclusione e occupazione, proteggendo al tempo stesso gli ecosistemi oceanici.

Intervenendo durante la tavola rotonda, Fabio Minniti ha sottolineato che «il litorale somalo è una risorsa economica straordinaria, ma un litorale da solo non costituisce un modello di business». La cooperazione allo sviluppo, ha spiegato, dovrebbe contribuire a creare istituzioni, infrastrutture, competenze, tecnologie e partenariati necessari per trasformare questa risorsa in una catena del valore competitiva. Dovrebbe inoltre favorire un contesto in grado di coinvolgere le comunità locali e ridurre rischi e vincoli strutturali, consentendo al settore privato di sviluppare imprese su scala più ampia.

Un esempio concreto è l'iniziativa da 3 milioni di euro finanziata dall'Italia, attuata dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido) e inizialmente incentrata su Bosaso. Il progetto punta a rafforzare la catena del valore della pesca, sostenere le piccole e medie imprese locali e individuare nuove opportunità di investimento, con la possibilità di replicare il modello in altre aree della Somalia. In collaborazione con Federpesca e Unido Itpo Italia, l'iniziativa promuoverà opportunità di investimento e organizzerà scambi in materia di tecnologia, legislazione e certificazione di qualità, mettendo in contatto gli attori somali con partner in Italia, in Europa e nell'area mediterranea.

Questo approccio riflette il più ampio impegno della Cooperazione italiana a sostegno di un settore ittico somalo capace di attrarre investimenti, creare posti di lavoro sostenibili e garantire che le comunità costiere partecipino alla crescita e traggano beneficio dal valore generato dall'economia blu.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.